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Spal, un altro passo verso la salvezza Ma la vittoria sfuma

Paolo Negri
Spal, un altro passo verso la salvezza Ma la vittoria sfuma

Biancazzurri in vantaggio contro il Genoa, poi però vengono agguantati Il pareggio vale comunque il +10 sull’Empoli a quattro giornate dalla fine

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La Spal cercava la terza vittoria di fila, la quarta consecutiva in casa. Il Genoa necessitava di muovere la classifica, per salvare mister Prandelli e per mettersi al riparo. Alla fine è arrivato un salomonico 1-1 che, anche alla luce del ko dell’Empoli sabato a Bologna, accontenta tutti. I biancazzurri non hanno vidimato la salvezza, ma trovandosi a +10 sui toscani (+11 grazie al vantaggio nello scontro diretto) hanno ulteriormente avvicinato l’approdo in porto, quando mancano quattro giornate al termine.

vantaggio logico

Biancazzurri in campo con la formazione annunciata. Assente lo squalificato Cionek, rimpiazzato da Felipe (sul centro-sinistra della difesa, con Bonifazi a traslocare sull’altro lato). Fares, scontata la sospensione, recupera dalla botta alla caviglia e riprende il suo posto in fascia sinistra, a detrimento di Costa. Confermati tutti gli altri di Empoli. Genoa con speculare modulo 5-3-2; Prandelli preferisce Gunter a Biraschi e come mezz’ala sinistra opta per Mazzitelli, che non giocava da una vita.

Ritmi immediatamente molto elevati, partita aperta e vivace, ma più di una pecca su un fronte come sull’altro. Parecchi errori di passaggio, palloni intercettati, quindi ribaltamenti di fronte, con le squadre spesso allungate. Spal più propensa alla ricerca della manovra, Genoa con Pandev a fare da pendolo tra centrocampo e fronte offensivo per tirare fuori almeno un centrale e favorire gli inserimenti alle spalle di Kouame, costantemente cercato in profondità, con lanci lunghi. Proprio l’ivoriano fa correre un brivido carognone a Viviano. Poi, però, la Spal va lentamente crescendo, fino a salire di giri ed imporre la sua superiorità di palleggio. I biancazzurri si avvicinano progressivamente all’area rossoblù, si rendono due volte minacciosi con Floccari, sfiorano il gol con Murgia (miracolo di Radu) e finalmente passano grazie al perfetto catapultarsi di Felipe che si tuffa per incornare imperiosamente e far esplodere il “Mazza”. E Fares, allo scadere, va pure a cercare il raddoppio. A fine frazione, il vantaggio spallino è sostanzialmente logico, meritato.

episodi decisivi

Nella ripresa il Genoa si presenta immediatamente con una variazione: fuori il pessimo difensore Gunter, dentro la punta Lapadula. Cambio di modulo, 4-3-1-2 con Pandev dietro i due attaccanti. Ed è proprio Lapadula ad impattare il match, con una conclusione rocambolesca e favorita dalle esitazioni della difesa spallina. Brutto colpo. I biancazzurri comunque riprendono le redini in mano e sono tre volti pericolosi con Floccari che reclama anche un rigore che dalla tribuna pare clamoroso: tanto Massa quanto il Var fanno finta di niente.

Davanti alla pressione spallina Prandelli ricambia, fuori Pandev e dentro il difensore Biraschi. Assalti biancazzurri disordinati, si urla al gol su colpo di testa di Kurtic. Poi, nulla. Ma l’1-1 finale viene accolto positivamente su entrambi i fronti. —



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