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La Baltur adesso è con le spalle al muro Domani deve battere Legnano o è finita

Simone Gagliardi
La Baltur adesso è con le spalle al muro Domani deve battere Legnano o è finita

Centesi sotto 2-0 nella serie: obbligati a vincere a S. Lazzaro gara tre e poi lunedì. Così ci sarebbe lo spareggio di mercoledì 

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CENTO. Baratro sempre più vicino: la Baltur è sotto 0-2 nel primo turno della serie playout. Per contrastare Legnano ed evitare la retrocessione, Cento non può più sbagliare: deve vincere le due partite di San Lazzaro tra domani ed eventualmente lunedì. E poi giocarsi il tutto per tutto nello spareggio di Castellanza di mercoledì 8. Ma dopo aver visto nelle prime due partite una Baltur così contata e apparsa sulle gambe, senza i punti di un irriconoscibile White, è lecito chiedersi se questa squadra sia in grado di vincerne tre in cinque giorni contro Legnano. Un avversario che la serie playout l’ha approcciata col giusto impeto e voglia di lottare.

diversità

La differenza in campo la sta facendo la fisicità: i troppi rimbalzi in più catturati da Legnano sono le specchio dello strapotere atletico di Thomas e Bozzetto. Se e ciò si aggiungono gli oltre 90 punti a partita di media concessi, ecco spiegato il ko nelle prime uscite. Con un ulteriore denominatore comune: Cento regge fino al 30’, poi nell’ultimo quarto viene travolta.

“Gara due” di mercoledì è stata la “gemella diversa” del debutto: differente l’avvio con partita subito nelle mani di Legnano prima della rimonta firmata Taylor; equilibrio con allunghi sporadici della squadra locale che trova alternative a Bianchi e Tomas, comunque limitato per 30’. Fino al vantaggio della Baltur che ha parecchio da Gasparin ed Ebeling. Dopo l’ennesima rimonta Baltur con il solito Gasparin, il migliore tra i biancorossi, è Ferri a creare il solco con una serie di fendenti. Serpilli fa il resto, ma il divario non è ancora incolmabile. Tutto finisce, ancora una volta nell’ultimo periodo, quando sale l’intensità della partita: Thomas ne torna il dominatore e la Baltur, stremata, getta la spugna. Un evidente passo indietro dopo lo sforzo fatto per raggiungere i playout e lottare per una salvezza che si sta allontanando.

passo indietro

Un’involuzione inattesa che può costare caro, arrivata proprio sul più bello. E come lunedì, anche nel secondo match è mancato all’appello l’apporto di James White: irriconoscibile e palesemente in difficoltà contro una difesa fisica. È mancato Taflay, apparso ancora acerbo per partire di questo tipo. Non avere disponibile Benfatto è cosa grave perché manca una rotazione sotto, ma non scusa la disfatta nei rimbalzi e un playout fin qui un po’ morbido in difesa. «È stata una partita intensa come devono essere sfide come queste - ha detto Bechi -: rispetto a “gara uno” abbiamo sofferto all’inizio, poi siamo stati bravi a tornare in partita. Nel terzo periodo siamo entrati in campo con piglio diverso: Legnano ha trovato canestri con Ferri che ha ridato loro benzina e ritmo. La situazione partita era comunque accettabile, eravamo ancora attaccati. Il break del quarto tempo invece ha rotto la partita: ho provato con quattro piccoli, qualcosa abbiamo recuperato ma alla fine la lucidità di Legnano è stata decisiva».

cosa rimane

E ora, cosa resta alla Baltur ferita per tentare un’impresa quasi disperata? «Ci vuole rabbia. Ogni partita e ogni serie può essere ribaltata. Adesso pensiamo di recuperare le energie. “Gara tre” sarà diversa: noi dovremo mettere la quinta marcia nel quarto tempo e rallentare i loro ritmi. E dove non si arriva con il fisico si arriva con la testa e con la rabbia. Io ho visto i ragazzi in questo periodo, quanto ci tengono e quanto ci credono». Tutto verissimo, per carità. Ma anche solo per vincere domani e dare un senso ai playout occorre altro.

La Baltur adesso ha le spalle al muro, mai stata così vicina alla B. Se non mette sul campo rabbia ed energia, la post season rischia di finire decisamente presto e male. —

Simone Gagliardi

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