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Castronaro, il gladiatore col cuore a Ferrara «Questi tifosi sono un valore aggiunto»

Valentina Cristiani
Castronaro, il gladiatore col cuore a Ferrara «Questi tifosi sono un valore aggiunto»

L’ex centrocampista della Spal ha ricordi indelebili della sua esperienza negli anni Ottanta quando indossava la casacca biancazzurra  

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l’intervista

Sommava doti tecniche a quelle agonistiche, dimostrando sempre grande intuito e affidabilità sul terreno di gioco: ecco Angelo Castronaro, marchigiano, classe ’52, centrocampista spallino nelle stagioni 1980-1982 ed attuale allenatore dei Pulcini e degli Esordienti dell’Elite Sangiorgese, neonata società di calcio giovanile sostenuta dal metodo di lavoro del Milan Academy.

«Gli anni 80/81 e 81/82 erano anni in cui si respirava un altro calcio. Ho un ricordo meraviglioso della società, forse una delle più serie, del pubblico sempre presente e della stampa attenta a tutto. Nel calcio di adesso c’è maggior preparazione atletica e più tattica, mentre prima eravamo più bravi tecnicamente» confessa Castronaro. Gli si illuminano gli occhi a parlare della piazza di Ferrara... «Ferrara è una città bellissima, provinciale, a portata d’uomo. Sono orgoglioso di essere stato uno di loro e spero di avere un po’ di tempo in modo da venire allo stadio a vedere qualche partita in compagnia di amici».

Passiamo all’attualità: una stagione sopra ogni più rosea aspettativa con i biancazzurri sempre fuori dalla zona retrocessione. A chi vanno i meriti?

«Sicuramente a mister Semplici che, anche quest’anno, ha saputo prendere da ognuno dei suoi ragazzi qualcosa che loro pensavano di non avere; poi in prima persona a loro, che hanno creduto nel lavoro e nei mezzi del proprio allenatore».

Grazie alla strategia delle palle inattive di Gianni Vio (il “mago” degli schemi su calcio piazzato), arrivato la scorsa estate, la percentuale dei gol si è alzata in maniera esponenziale. È anche questo il segreto dei successi spallini?

«Non solo dei calci piazzati a mio avviso, anche se a volte sono sufficienti a determinare l’obiettivo. Deve inoltre esserci la squadra e la forza del gruppo per realizzare un’impresa».

Com’è il bilancio a tre turni dal termine?

«Al di la del risultato della partita col Chievo, penso che sia un bilancio da incorniciare in questa stagione».

L’emozione più bella di una stagione che resterà indelebile?

«Penso che non sia solo una partita da ricordare ma tante prestazioni da sommare».

Cosa pensa del lavoro di mister Semplici?

«Ottimo, grazie al suo lavoro, la sua umiltà e la sua voglia di trasmettere le sue idee».

Si rivede in qualche giocatore della Spal di oggi?

«Sinceramente non ho mai fatto paragoni con nessun altro collega di una volta o attuale, ma sono sempre il “vecchio Castro”, come mi chiamano tutti o come diceva una volta Bruno Pizzul “grosso lavoratore di centrocampo”. Penso di aver lasciato un buon ricordo con la maglia biancoceleste».

Dulcis in fundo, un voto alla Spal nei suoi componenti: società, squadra, tifosi.

«Solo voti alti e non potrebbe essere altrimenti. Do un 9 sia alla società che alla squadra ed un 10 ai tifosi. Il valore aggiunto della Spal». —

Valentina Cristiani

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