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Spal, cavalcata trionfale e scalpi d’oro

Andrea Tebaldi

Gran avvio a Bologna e acuto contro l’Atalanta. Poi la frenata Nel ritorno la svolta con le laziali e la gemma: Juventus ko 

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verona. Salvezza centrata. Si resta in serie A. Obiettivo raggiunto matematicamente. E se l’anno scorso fu necessario battere la Sampdoria all’ultima giornata, stavolta il traguardo è tagliato con tre turni d’anticipo. È stato un cammino intenso, ad un certo punto più di un dubbio era venuto ma poi la truppa di mister Semplici ha saputo dare la miglior risposta sul campo a suon di risultati. E la Spal ha tagliato lo striscione dell’arrivo con largo margine sul finire del campionato, vincendo ieri nettamente a Verona. Pratica chiusa e adesso altre sfide con Napoli, a Udine e col Milan per provare a migliorare il piazzamento finale tanto caro anche alla società per la possibilità di ricevere maggiori contributi. Tanti i protagonisti di questo successo, dalla società dei patron Francesco e Simone Colombarini e del presidente Walter Mattioli che hanno saputo programmare alla grande la stagione, dal direttore sportivo Davide Vagnati che ha azzeccato molte più scelte di quante ne abbia sbagliate, al mister bravo a tenere tutti sulla corda e a sapere tenere ben saldo il timone anche nei momenti di tempesta.

E ovviamente anche i giocatori con in vetrina Petagna, capocannoniere. Ma anche dietro grande stagione di Bonifazi e Vicari. In mezzo contributo determinante di Kurtic pure in termini di reti. E davanti che dire di Floccari, straordinario uomo spogliatoio e vero protagonista anche in campo una volta superati gli infortuni? Per non parlare delle due frecce: il “tesoretto” Lazzari e la rivelazione Fares. È stata una cavalcata con accelerazioni e rallentamenti. La ripercorriamo.

AVVIO SPRINT

L’inizio è di quelli esaltanti, prima al Dall’Ara contro il Bologna: il tiro da fuori da tre punti di Kurtic già impresso nella memoria di tutti. E l’impianto felsineo porta bene anche sette giorni dopo: nella sfida giocata “fuori casa”, per consentire la conclusione dei lavori al Paolo Mazza, battuto anche il Parma. Questa volta a colpire è Antenucci con una stupenda conclusione al volo. Della serie solo gol belli.

ESORDIO AL MAZZA

Dopo la sconfitta di Torino con i granata c’è la prima in casa: in un meraviglioso nuovo Mazza, la Spal centra la serata perfetta. È un 2-0 all’Atalanta, doppietta dell’ex per Petagna e Spal che vola in classifica. Da lì però inizia un periodo non facile, le prestazioni ci sono, su tutte quella in casa contro l’Inter ma i risultati non arrivano. Ci sono sconfitte in serie interrotte dalla prima delle tante perle di questa stagione, a metà ottobre si sbanca l’Olimpico versione Roma. Il periodo invernale è però caratterizzato da una sorta di tabù Paolo Mazza: non ci si riesce mai a imporre in casa. Dal tonfo col Frosinone ai tanti pareggi interni con quasi tutte le dirette concorrenti. La Spal viaggia a piccoli passi ma non entra mai in zona pericolo.

LA SVOLTA

A inizio ritorno però c’è la vera e propria svolta, la Spal si impone al Tardini di Parma rimontando due reti di svantaggio. Fares fa esplodere il popolo biancazzurro. Tarda sempre però la vittoria a Ferrara e per la verità in un paio di occasioni, vedasi soprattutto la sfida contro la Fiorentina, non tutto è da imputare ai demeriti della Spal. Var o non Var, comunque la Spal ha saputo anche essere più forte di alcune disavventure.

LE IMPRESE

Se Parma è stata la svolta, la sfida che ha dato la consapevolezza di centrare l’obiettivo è stata il successo contro la Roma. E da qui è iniziata una cavalcata trionfale in cui è arrivato il non bellissimo ma basilare 1-0 di Frosinone, seguito dalla vittoria contro la Lazio. Tre sfide contro le laziali e nove punti. Il momento decisivo della stagione. E dopo è arrivata la perla. Certo, il calendario ha aiutato, la Juventus non aveva la sfida del Mazza come la propria priorità per quella settimana, ma poi l’undici di Allegri va comunque sempre battuto. E la Spal lo ha fatto con un Floccari sempre più protagonista. Sette giorni dopo è arrivata la “madre” di tutte le partite, a Empoli, contro la principale indiziata alla retrocessione. La Spal va sotto ma ha la forza di recuperare e segna tre gol uno più bello dell’altro con Floccari, Petagna e Antenucci. Il pari col Genoa ha rappresentato un ulteriore passetto prima dell’apoteosi di ieri in un Bentegodi che era solo biancazzurro. Ecco, il popolo: la Spal non ha mai camminato sola, anche ieri più di duemila presenze. Un fattore di forza che ha aiutato alla grande i ragazzi di mister Semplici. E che sarà la base per inseguire l’anno prossimo una nuova terza storica salvezza. —

Andrea Tebaldi

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