Argentana, dopo la salvezza è già futuro Il presidente Bruschi: «Priorità ad un bomber»
Eccellenza. I granata hanno centrato l’obiettivo all’ultima giornata e adesso pensano a programmare la prossima stagione
l’intervista
Alla fine la salvezza è arrivata, ed è stata raggiunta autonomamente, senza concomitanze favorevoli, con cinque risultati utili nelle ultime cinque gare ed una sola sconfitta nelle ultime sette.
Il presidente Eugenio Bruschi è come sempre incisivo e non banale, nelle sue analisi. C'è soddisfazione, sicuramente legittima, per il risultato raggiunto, ma non ci sono esultanze particolari: «Sono ovviamente felice, però bisogna essere realistici: in fase di costruzione della squadra pensavamo di poter puntare più in alto, verso il quarto-quinto posto. Non è stato così, per tante ragioni».
Mister Rambaldi, settimana dopo settimana, ha sempre detto di cercare la vittoria, in tutte le partite, anche nei momneti difficili. Avete sempre avuto una giusta mentalità.
«Io credo che il nostro campionato sia stato caratterizzato da buoni momenti e da un black out di un paio di mesi. Nella prima parte del ritorno abbiamo avuto una fase con otto partite in cui ne abbiamo vinta una e pareggiata un'altra, perdendo le altre sei. Ma da quel momento, che ci ha portato molto in basso, alla fine ci siamo ripresi».
Si diceva che la vostra rosa fosse ristretta ma molto valida. Ad un certo punto vi siete trovati con gli uomini contati.
«Non è tanto e solo quello: purtroppo c'è stato un momento in cui si infortunavano proprio gli uomini più in forma e bisognava sempre ripartire. Ma non è stato quello il problema. Questo è un campionato molto equilibrato, basta poco a fare la differenza. Per esempio, noi eravamo e siamo soddisfatti della difesa, ma abbiamo notato come in questo campionato ci siano retroguardie che, fisicamente, sono molto superiori. A volte conta anche questo. Ci sono attacchi contro i quali serve peso fisico, o soffri. Magari poi funzioni lo stesso, ma soffri. Se andiamo a vedere gli scontri diretti, abbiamo preso quattro punti a squadre forti, come Sant’Agostino, Copparese, Castelfranco (e dalla partita con loro è iniziata la svolta; ndr) e ne abbiamo lasciati sei al Faenza o al Medicina che sono arrivati dietro di noi in classifica. Molti punti persi in casa. E, in generale, abbiamo giocato meglio ed ottenuto di più contro squadre di livello superiore, che contro quelle che sono finite in zona play out».
A proposito di attacchi, quello dell'Argentana, per reti segnate, è uno dei meno prolifici.
«Pagani ha segnato comunque tredici reti, senza rigori. Una anche a Diegaro. Ed è l'unico giocatore che è sceso in campo in tutte le partite, uscendo solo una volta per infortunio. Ed è anche il capitano. Oltretutto non si tratta di reti casuali, ma cercate e costruite. In effetti eravamo partiti con due punte come Luciani e Protti, però avevano troppi problemi di infortuni ed abbiamo deciso di cambiare ed andare avanti senza di loro, puntando su un altro tipo di gioco ed un'altra manovra. Ma abbiamo faticato a segnare. Fermo restando che parlerò prima possibile con l'allenatore per vedere quale potrebbe essere il futuro, per organizzare il lavoro per la prossima stagione, la primissima cosa da fare sarà cercare una punta centrale. Se poi sarà un a punta centrale prolifica, tanto meglio. Ma non è che ce ne siano poi tanti, di giocatori così: non sarà facile. Il primo obiettivo sarà quello. Poi vediamo a che livello sono i giovani, se e quanti ne serviranno e così via».
Quindi, per i granata, dopo le feste e prima di uno scudo, la ricerca di un grosso... apriscatole. —
Alessandro Bassi
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