Baltur, storia di una delusione La ripartenza sarà dura ma Fava ci proverà
La quinta partita playout a Castellanza è stata fatale: ritorno in B Per il futuro rosa da rifare (Benfatto piace a Padova) e l’addio di Bechi
l’analisi
«E’ una delusione enorme, ma c’è la volontà di reagire». Poche parole, quasi sussurrate: è il massimo che si sente di affermare il presidente Gianni Fava dopo la retrocessione in B maturata all’ultimo secondo, mercoledì sera a Castellanza. Destino beffardo, doloroso. Una stagione tribolata, dispendiosa, maledetta... Poteva finire solo così: con un tiro dai sei metri appoggiato al tabellone. Dopo avere avuto la palla per vincere con sette secondi da giocare e un time out speso a spiegare come giocarla; senza costruire nulla e forzando un tiro con White, lasciando troppi secondi - fatali - sul cronometro. Sufficienti per dare il colpo del ko alla stagione della Baltur.
poca magia
Troppo poco è durata la serie A2 della Benedetto XIV, meno di 365 giorni dalla magica serata di Montecatini. Una sola stagione fatta di illusioni, di infortuni continui (il più grave a White mal sostituito per due mesi). Ma non il solo. Tanti gli errori di valutazione in fase di costruzione della squadra, sfociati in una rivoluzione tecnica in corso d’opera col cambio dell’allenatore, il ricambio obbligatorio di giocatori che hanno voluto lasciare la nave con altri meno esperti, diventati squadra dopo quasi due mesi e dopo l’ingaggio di Taylor a rinpiazzare Mays. Troppo tardi per evitare i playout nonostante si fosse cominciato a vincere. I playout sono costati subito nella semifinale la cocente e dolorosa retrocessione in serie B: Legnano 3, Cento 2.
le mosse
E ora, cosa succederà alla Benedetto XIV? La tifoseria organizzata ha comunque applaudito la squadra all’uscita del campo perché l’impegno profuso per arrivare alla quinta partita della serie - dopo le prime due sconfitte - c’è stato. La realtà però è crudele: la Baltur ha perso e deve tornare in serie B. Ricominciare da capo ad inseguire la storia, che ha ricacciato Cento nella realtà. Sui social impazza ogni tipo di discussione sull’andamento di una stagione balorda e sull’esito di “gara cinque” che ne è stata lo specchio.
il presidente
Nei prossimi giorni verrà convocato il consiglio della società da cui dovrà per forza di cose emergere l’orientamento sul futuro. L’idea dovrebbe essere quella di proseguire, rialzarsi e ripartire. Perché la legge dello sport è anche questa. Le voci che circolano sono le più disparate, ma sono solo chiacchiere prive di ufficiale fondamento. Già nei giorni precedenti la serie finale contro Legnano, si diceva tutto e il suo contrario: da un possibile ridimensionamento dell’impegno economico di Baltur alla volontà di ripartire e realizzare il sogno di giocare la serie A nel palasport di Cento ancora in via di ristrutturazione con tempi per l’ultimazione dei lavori ancora incerti. Sarà fondamentale verificare la volontà del consiglio. La stagione è stata onerosa, sempre in trasferta, senza una vera casa di appartenenza perché la fredda e scomoda San Lazzaro - che ha inciso nelle spese di gestione annuali della società e costretto la squadra a continui spostamenti - non è mai entrata nel cuore della gente. Giocare a Cento è un’altra cosa. Il risveglio è stato amaro. E ad ogni modo, c’è una squadra da costruire quasi da zero. Gasparin avrà mercato, Ebeling piace in A2. Capitan Benfatto è stato sondato da Padova in B.
il coach
Intanto Bechi ha affidato il congedo ad un comunicato stampa: «Fa male, molto. La pallacanestro è bellissima e crudele allo stesso momento. Ti porta in alto e l’attimo dopo ti getta in fondo. Ma è una sconfitta solo nel risultato. Dispiace per la società che ha investito tante risorse e partecipato con passione. Dispiace per il presidente che è sempre stato al nostro fianco. Dispiace per tutto il pubblico centese che ci ha fatto sentire a casa anche quando eravamo in trasferta. Che ci ha spinto e incoraggiato, con dedizione e spirito di sacrificio. Alla fine della partita ai ragazzi ho detto: “Sono fiero di voi, di come vi siete battuti”. Non c'è sconfitta nel cuore di chi lotta. L’augurio è che la sofferenza che sentiamo oggi sia un punto di partenza». —
Simone Gagliardi
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