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un mancino letale 

Ferri, la bestia nera centese: «Tiro fortunoso ma è entrato»

Lorenzo Montanari

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CASTELLANZA (VA). Dalle 22.15 di mercoledì sera, la Benedetto XIV Cento ha ufficialmente la propria bestia nera: Michele Ferri, autore del canestro all’ultimo secondo che ha mandato in B la compagine biancorossa. Non è la prima volta che Ferri, indimenticato capitano della Pallacanestro Ferrara per quattro stagioni, elimina Cento.

Già con Forlì, era il 2016, l’allora Unieuro espugnò il PalaBenedetto in “gara 4” dell’ultimo turno dei playoff prima delle finali a Montecatini. Mercoledì sera, tre anni dopo, la storia si è ripetuta: questa volta il capitano è stato decisivo con un cesto a fil di sirena che ha mandato in visibilio il PalaBorsani.

«L’ultimo tiro? Non ne avevamo più – racconta Ferri -, però prima siamo riusciti a far fare a White un brutto tiro, dopo di che mancavano poco più di 2”: gli schemi sono saltati tutti, hanno cambiato tutte le marcature e sono uscito io con il pallone in mano».

attaccare moreno

E poi... «Ho provato ad attaccare Moreno, che mi ha chiuso bene, mi ha lasciato la mano sinistra: ho fatto un tiro sicuramente fortunoso, che è andato dentro. Adesso siamo qua a godere e a festeggiare, da domani bisogna avere la testa sulla Bakery Piacenza».

Dopo aver perso gara 4 in quel modo, non era facile per Legnano rimettersi in carreggiata...«Confermo, non era facile. Ma bisogna dire che sono i playout di quest’anno. Adesso abbiamo pochi giorni per recuperare al massimo le energie, un finale del genere deve darti molta energia mentale: cominceremo con due trasferte la serie contro la Bakery Piacenza, per cui non c’è tempo da perdere, bisogna che facciamo bene da subito. Ora recuperiamo le energie e diamo tutto».

seconda volta

È la seconda volta in tre anni che elimina Cento, prima con Forlì ai playoff di B, adesso l’ha mandata in B. «Cosa volete che dica... Sono contento anzitutto per me, anche perché riusciamo ad andare avanti un altro turno, potendoci giocare ancora la salvezza. Da ferrarese adottato sono contento: ho ricevuto parecchie paroline, sia in casa che a San Lazzaro. Sono stato zitto cinque gare, adesso godo io». —

Lorenzo Montanari

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