Krifi, bicchiere mezzo pieno La ds Principi: «Il percorso è stato di crescita per tutti»
Bilancio di fine stagione per la squadra di Ferrara che ha chiuso al quinto posto «Confrontando costi e benefici possiamo essere soddisfatti»
FERRARA. Il campionato di serie B è fatto così: lotta per due posizioni di vertice e, diametralmente opposto, sei o sette squadre che cercano di non cadere nelle ultime tre o quattro posizioni. In mezzo, una sorta di limbo. La Krifi è praticamente finita prima nella classifica della zona limbo, con il suo quinto posto. I numeri dicono 43 punti in 24 gare, con 15 vittorie (4 al tie break) e 9 sconfitte (2 al quinto set) e un girone di ritorno migliore di quello d’andata: 24 punti raccolti nella fase discendente contro i soli 19 in quella ascendente. Un percorso “macchiato” all’andata dal pesante 0-3 casalingo con Forlì, ma anche dal punto lasciato a Morciano, al ritorno dall’onta dello 0-3 con Scandicci. Ma anche con quei 7 punti la sostanza non sarebbe cambiata di molto.
Il bilancio di questa stagione, viste le premesse, qual è?
«Noi siamo contenti – afferma Alessandra Principi, diesse Krifi –, abbiamo chiuso al quinto posto con una squadra giovanissima. È vero, alla nostra classifica mancano alcuni punti, persi per strada: abbiamo lasciato via libera a squadre che sono dietro di noi nella graduatoria finale e questo non per mancanze tecniche, ma essenzialmente per quelli che sono i difetti tipici di atleti con poca esperienza e che, forse, hanno sottovalutato gli avversari».
Un campionato di serie B disputato in un girone difficile...
«Certo. Anche le migliori compagini hanno dovuto fare i conti e lasciare punti con avversarie di classifica più bassa. Poi, naturalmente ci sono state anche le motivazioni, diverse per le diverse fasi della stagione, che con il calendario hanno fatto la differenza».
Questa Krifi è cresciuta durante l’anno.
«Devo dire come prima cosa che si è creato un gruppo affiatato, di persone oltre che di atleti, coeso, un percorso che è stato continuo senza difficoltà particolari. Non c’è mai stata una difficoltà dentro lo spogliatoio».
Quindi, tutto positivo il bilancio?
«Sì, perché partendo dal nostro budget possibile, la scorsa estate abbiamo ottenuto il meglio possibile. Una buona stagione, facendo l’analisi costi-benefici. Con alcuni giocatori da fuori chiamati a far crescere i giovani, i nostri giovani. Penso a Bragatto, ma anche a Grazzi oppure Bertoli, che non era mai stato a questi livelli: anche Poli, meno giovane, è cresciuto quest’anno. I risultati di crescita dei giocatori si sono visti».
Quale sarà il futuro della Krifi?
«Come sapete, siamo a maggio e questo è il mese in cui si cerca di capire quello che ci si può permettere di fare. Il consiglio direttivo si riunirà, sta analizzando la situazione, quindi per quanto mi riguarda bisogna restare alla finestra e aspettare decisioni. La serie B sarebbe la scelta di continuità, ma si può fare di più o di meno, dipende dalle risorse a disposizione. Al momento la serie B mi pare anche la categoria adeguata per quello che riusciamo a ottenere con il settore giovanile. Sarebbe bello tornare in serie A per Ferrara, ma per ora si dovrebbe solo pensare a una fusione con Portomaggiore e non mi pare che per ora se ne sia parlato concretamente».
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