Spal al massimo per decidere i destini altrui In ballo ci sono lotta salvezza e Champions
Nelle ultime due giornate i riflettori rimangono accesi sulla formazione di Semplici attesa prima in Friuli e poi al Mazza arriverà il Milan
l’analisi
Così brava e adesso sotto i riflettori. La sfibrante battaglia salvezza, che dopo il magnifico colpo della Spal ad Empoli pareva chiusa con la retrocessione degli stessi toscani (al fianco di Frosinone e Chievo), a due giornate dalla fine si riapre fragorosamente. Ed angosciosamente per almeno sei formazioni, mentre la settima - l’Empoli stesso - gongola per essere ancora in corsa. E proprio questo suo essere in piedi, sta aprendo le solite crepe di credibilità che rendono instabile da una “vita” l’italico movimento pallonaro. Quando un stagione è al tramonto, sotto le nostre latitudini si materializzano partite da peli dritti. In altri campionati l’approccio ai match non cambia, in Italia si dice che le motivazioni fanno la differenza. In soldoni: si teme che qualcuno, incosciamente, si scansi. Qualche punto regalato che però significa condanna per altri.
le scelte di leo
In casa Spal è una goduria assistere in assoluta sicurezza a questi 180’ finali rivestiti di terrore. Ancora di più osservando le tensioni e le preoccupazioni di Udinese e Parma, gli sforzi non ancora premiati di Bologna e Cagliari, le contestazioni feroci che infuocano Genoa e Fiorentina. Dai, quest’anno l’ultimo mese in biancazzurro è un after hours. Ma, si diceva, essere stati così bravi adesso mette gli spallini alla prova degli altrui giudizi. Sotto la lente d’ingrandimento. Sabato a Udine mettendo piede nella battaglia salvezza, sette giorni dopo chiusura col Milan per la volatona qualificazioni europee. Mister Semplici e la società stanno tenendo la barra a dritta, come ha spiegato il tecnico nel post Genoa quando gli si diceva di un pari che appariva scritto alla vigilia («il risultato di 1-1 è venuto, non è stato cercato. Dobbiamo essere sempre seri e dare il massimo se vogliamo che in Italia cambino la cose»).
i titolari
E come il trainer ha successivamente ribadito alla vigilia del match del Mazza col Napoli: «Non è tempo di esperimenti, farò giocare quella che ritengo la miglior formazione possibile».
Fatto. Con coerenza. Gomis ancora a sedere, difesa di titolarissimi e Regini in panchina. I top schierati a centrocampo e davanti nessuna rinuncia a capitan Floccari ed in seguito ad Antenucci. Per Jankovic ripassare: «Marko è l’uomo del futuro? Non è ancora finita questa, di stagione, e pensate già alla prossima...» ha ribadito Semplici domenica sera. Insomma, anche a Udine ci si attende una Spal che non deroghi da questa linea. Che vada a giocare un match ad alta intensità agonistica: l’anno scorso c’era lei a sperare che le rivali del Crotone facessero partite serie. Inoltre è appagante uscire come l’altro giorno col Napoli: battuti ma soddisfatti. «Sì, quando ci sono prestazioni così un allenatore ha fiducia» sussurra Semplici. Poi, si sa: il presidente Mattioli gradisce il miglior piazzamento possibile. Non solo per soldi, ma per orgoglio. —
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