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CLAUDIO GIUA 

IL ROMANO CHE SCALDA IL CUORE DEI TIFOSI

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«La cosa più bella che mi è capitata oggi? L’emozione che ho provato nel vedere il mio angolo in lacrime quando la partita è finita». Matteo Berrettini ha 23 anni ma sa già dosare, quando parla con i giornalisti, la battuta a effetto con la confessione che «dà il titolo», il dichiarato rispetto dell’avversario con la ripetuta affermazione di potersi confrontare alla pari con chiunque, forse con l’eccezione, sulla terra rossa, «di un certo spagnolo mancino».

Il romano sta scaldando il cuore della Roma del tennis come non accadeva da oltre quarant’anni, da quando Adriano Panatta sconfisse Guillermo Vilas. Lo scalda con una passione evidente seppure mitigata dal collaudato autocontrollo. Durante l’ora e 48 minuti di confronto con Alexander Zverev, campione al Foro Italico nel 2017, l’allievo di Vincenzo Santopadre dà costantemente la sensazione di potercela fare, di disporre della tecnica, della preparazione e della tranquillità che sono necessarie per avere qualche chance di prevalere su un Top Ten. Lo dimostra con i fatti: non demoralizzandosi dopo aver subito un break all’inizio del secondo set; non perdendo fiducia quando la sua arma più efficace, il servizio, sembra un po’ spuntata; prendendosi entrambi i set all’ultima occasione utile per ottenere il break, sul 6-5. Al prossimo turno, domani, Berrettini troverà il vincitore tra l’argentino Diego Schwartzman, Atp 24, e lo spagnolo Albert Ramos-Vinolas, Atp 88. Per fortuna, abbiamo tutti capito che uno come lui non corre il rischio di deconcentrarsi e sottovalutare un avversario. —

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