Vanoli e le realtà opposte «In Friuli hanno smarrito i punti fermi che hanno portato in alto i ferraresi»
Il doppio ex inquadra la partita di sabato alla “Dacia Arena” Obbligo di vittoria contro serenità: la Spal può approfittarne
l’intervista
Giocatore di Udinese e Spal, profondo conoscitore di entrambe le realtà, attuale allenatore del Bisceglie in serie C, Rudy Vanoli - pur nell’imminenza del suo doppio playout contro la Paganese - guarda con estremo interesse alla partita di sabato alla “Dacia Arena” tra friulani e biancazzurri.
Vanoli, come ha “preso” l’anticipata salvezza della Spal, maturata due settimane fa?
«Con estrema soddisfazione. Come un fatto straordinario. Al di là dei complimenti a mister Semplici, che ormai da cinque anni a quest’epoca festeggia sempre traguardi significativi, credo che vada rivolto un elogio super al direttore Vagnati. Sa sempre scegliere quei due o tre “pezzi” per dare la qualità e l’esperienza necessarie al conseguimento degli obiettivi prefissati. Penso a Felipe, a Kurtic, la scorsa estate a quel Petagna giunto tra un po’ di scetticismo per le medie realizzative che aveva all’Atalanta e che poi invece alla Spal ha trovato la sua oasi felice e si è imposto prepotentemente. Tutte scelte rivelatesi vincenti. Stadio nuovo e pubblico hanno poi rappresentato il valore aggiunto».
Ha visto giocare la Spal, di recente?
«Sempre, pur essendo lontano ed alle prese con gli impegni della mia squadra. Anche contro il Napoli ci stava il risultato positivo. Il mancato rigore iniziale su Petagna? Ha pesato. Se accordato, poteva determinare l’andamento della gara».
Udinese-Spal, sabato, che partita sarà?
«Equilibrata, aperta, tra due squadre dal momento e dalle necessità ben diverse. Conoscendo Semplici, non regalerà alcunchè. Quanto all’Udinese, è in difficoltà, in stagione ha avuto tre allenatori e questo nell’era-Pozzo per anni e anni non era mai stata una cosa normale. A Udine hanno avuto Spalletti, Zaccheroni, Guidolin, gente che ha caratterizzato delle decadi o quasi. I risultati vengono determinati dalla stabilità, dalla sicurezza: se non ci sono è inevitabile risentirne. La Spal ha sempre avuto punti fermi nei ruoli chiave, a Udine si sono cambiati direttori e allenatori. Ciò ha portato alle diverse situazioni attuali».
Spal salva e verso l’obiettivo decimo posto, Udinese in piena bagarre per restare in A.
«L’altro giorno sono stato invitato alla festa-promozione del Lecce (Vanoli è stato giocatore simbolo dei pugliesi; ndr) e ho fatto riferimento alla Spal. Il Lecce ha intrapreso un percorso paragonabile a quello biancazzurro, è approdato in A con due promozioni consecutive. E ora la Spal ha dimostrato con personalità ed equilibrio anche come si resta in categoria. Sì, sabato obiettivi e motivazioni saranno diverse. L’Udinese avrà a disposizione un solo risultato. Mister Tudor è stato bravo a ricompattare il gruppo, c’erano segnali di sfaldamento, conseguenza delle diverse filosofie dei tecnici precedenti, Velazquez e Nicola, con lo spagnolo che aveva introdotto un modello non adeguato alla tradizione dell’Udinese. Visto anche il risultato dell’Empoli a Genova con la Samp, i friulani avranno l’obbligo del successo. La Spal giocherà per un obiettivo importante - ma non prioritario - come il decimo posto, ma lo farà con grande serenità ed entusiasmo, e la spensieratezza può far sì che anche le giocate più difficili diventino facili. La decima piazza sarebbe la ciliegina sulla torta di un’annata meravigliosa. Ne sarei ulteriormente felice per la città». —
P.N.
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