Galluzzo applaude «Decimo posto, si può Ferrara e la squadra parte della mia vita»
L’ex cannoniere spallino resta legato all’ambiente e ha parole di elogio per società, allenatore e gruppo. A Udine si può centrare il risultato
l’intervista
Attaccante d’area con un innato fiuto del gol, 10 le reti realizzate in 29 gare disputate in C1 nella stagione 1982/83 dall’ex centravanti spallino Giuseppe “Peppe” Galluzzo.
«Altri tempi e altro calcio – spiega Galluzzo –.. Ferrara e la Spal sono comunque una parte indelebile della mia vita. Spero di aver lasciato un buon ricordo come calciatore e persona. Ho ancora amici e parenti in città».
Dall’obiettivo salvezza al traguardo del decimo posto, la Spal è pronta per questo salto motivazionale?
«La squadra viene da un ottimo periodo e potrebbe sicuramente centrare anche questo importante obiettivo finale».
Oggi la trasferta a Udine: quale può essere la chiave tattica per uscire indenne dalla Dacia Arena?
«L’Udinese ha sicuramente una motivazione importante, con la vittoria si tirerebbe fuori da qualsiasi pericolo. La Spal, dal canto suo, può giocare la partita con la forza derivante dalla massima tranquillità».
Mister Semplici ha un altro anno di contratto, ma è fortemente corteggiato dalle squadre genovesi, e non solo. Cosa pensa del tecnico delle due salvezze consecutive e del suo futuro?
«È un allenatore che ha dimostrato in questi anni il suo valore. Oltre ai due anni di A, aveva vinto anche la B, dove lo avevamo incontrato col Cesena (Galluzzo era il vice del mister romagnolo Drago, ndr). Era ed è un problema incontrare la sua squadra, che gioca bene, difende bene, è sempre pericolosa sui calci piazzati... A mio avviso Semplici è ormai pronto per una società, chiamiamola più importante della Spal, se chiaramente ce ne fossero».
Per migliorare ancora e convincere il suo tecnico a rimanere, cosa dovrà fare la società biancazzurra? Ballardini, in alternativa, potrebbe essere l’uomo giusto al posto di Semplici?
«Queste son tutte valutazioni che faranno società e tecnico, penso per il bene di ognuno».
Manuel Lazzari, simbolo della crescita della Spal, fu fortemente voluto dal d. s. Davide Vagnati quando la squadra militava in Seconda Divisione. L’esterno probabilmente lascerà la casacca biancazzurra. Quale pensa sarebbe la destinazione più adatta a lui?
«Lazzari è ormai diventato un giocatore importante nel suo ruolo e, in una squadra che lo mettesse nelle condizioni tattiche simili, chiaramente sarebbe avvantaggiato, al di là delle sue qualità tecnico-tattiche».
Stagione della consacrazione per bomber Petagna, che ha raggiunto le 15 reti in campionato e ha trascinato i ferraresi alla salvezza. Lo vede anche pronto per la Nazionale di Mancini?
«È un giovane e i giovani vanno fatti crescere. Quest’anno ha fatto benissimo e dovrà confermarsi anche il prossimo anno. Il c.t. Mancini, per come sta facendo, non chiude le porte a nessuno, e se Petagna dovesse meritarlo...».
Su tutti, a chi ritiene che vada il merito di questa stagione sopra ogni più rosea aspettativa? E cos’è scattato nella Spal per diventare anche corsara e vincere sei partite fuori casa?
«Quando si raggiungono determinati obiettivi è quasi sempre merito di un grande collettivo impreziosito da ciliegine. Per le vittorie esterne, probabilmente si è raggiunto un equilibrio e una consapevolezza dei propri mezzi tecnici e morali tali che han fatto svoltare in positivo il finale spallino».
Per concludere: qual è un suo sogno nel cassetto?
«Spero in futuro di affrontare la “mia” Spal con il mio mister, Massimo Drago, di cui sono sempre il secondo…». –
Valentina Cristiani
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