Il rammarico di Semplici: «Vecchi errori e nemmeno un punto per il nuovo obiettivo»
Il tecnico spallino soprattutto è dispiaciuto per quei gol subiti da calcio d’angolo e che aveva tolto dal “repertorio” della sua difesa
L’INTERVISTA
Che la concentrazione dell’Udinese fosse massima, si è capito da subito. Altrettanto evidentemente, l’approccio spallino non è stato da chi vuol fare “un solo boccone” degli avversari. D’altra parte, la classifica delle due squadre presagiva uno schema di questo tipo. Non si spiegano, altrimenti, due gol identici subiti e confezionati dalla premiata coppia De Paul-Okaka, a cavallo fra il 30’ e il 34’. Leonardo Semplici, nel dopo gara, prova a dare una sua lettura al match.
Primo e secondo tempo molto diversi, mister?
«A parte la bravura dell’Udinese, c’è stata sicuramente qualche disattenzione rispetto ad alcuni principi che avevamo discusso e risolto durante l’anno, lavorandoci su. Credo che la squadra non si fosse espressa così male nemmeno nel primo tempo, non tanto almeno da chiuderlo sul 3-0. In seguito, abbiamo raccolto un po’ le idee e c’è stata anche una reazione. Nel finale, tra l’altro, abbiamo rischiato di pareggiarla con Jankovic. Dispiace per le due situazioni che abbiamo visto su palle inattive. Anche perché, con un pizzico di attenzione in più, avremmo potuto ottenere un punto, che poteva essere prezioso in ottica decimo posto».
Con indisponibili Missiroli, si pensava a un ballottaggio Schiattarella-Valdifiori, invece Murgia in regia e a dargli supporto Valoti, che peraltro non rinnega la sua vena di goleador con quello che è un suo pezzo tipico di repertorio, il colpo di testa. Che prova è stata la sua e cosa gli ha detto prima della partita?
«Valoti non ha giocato in posizione diversa dal solito, mentre è stato Murgia a doversi sacrificare. Certamente, un centrocampo così non ha giocato molto insieme, però, ripeto, sono state le disattenzioni su palla inattiva che hanno creato alcune problematiche. L’attenzione non è stata forse ottimale, all’inizio, ma del resto siamo riusciti a ottenere la salvezza con alcune giornate d’anticipo... Dispiace essere stati sconfitti, perché questa partita poteva incidere sulla possibilità di arrivare decimi, che è un risultato straordinario, rispetto a quelli che erano gli obiettivi iniziali».
Rimane una partita da giocare: quella contro il Milan. Cosa dovremo attenderci?
«Con il Milan non credo ci sia bisogno di stimoli particolari. Anche qui a Udine i giocatori scesi in campo avevano voglia di mettersi in mostra e dimostrare che i gol subiti all’inizio erano stati occasionali. Non credo ci sia stata una tale differenza tra il gioco espresso nel primo tempo e quello del secondo. Credo, invece, che i ragazzi abbiano fatto il massimo che si poteva fare».
Rimane un ultimo sforzo. Un’ultima “bracciata”, che la Spal proverà a compiere per raggiungere la parte sinistra della classifica. Per arrivare a questo storico risultato ci sarà bisogno di una serie di combinazioni, che coinvolgono il Sassuolo, ma anche il Cagliari, prossimo avversario proprio dell’Udinese di Igor Tudor. —
Mirco Peccenini
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