Il doppio Buriani inquadra il match di domenica sera al “Mazza”
Una partita dal sapore speciale per l’ex centrocampista portuense: «Una Spal sbarazzina può creare difficoltà ai rossoneri»
FERRARA. Gli inizi alla Spal, la gloria al Milan, la chiusura in biancazzurro. Basta il nome: Ruben Buriani. Quella di domenica (Spal-Milan, appunto) sarà la “sua” partita, per mille motivi.
Buriani, ha visto la nuova maglia del Milan? Ricorda quella del suo scudetto...
«Bellissima. Ma soprattutto è molto più... leggera di quella che usavamo noi. L’altro giorno avevo in mano quella dei miei anni rossoneri e mi chiedevo come facessimo a giocare con “roba” così grossa e pesante».
Veniamo al calcio giocato. Che partita sarà domenica al “Paolo Mazza”?
«Appassionante. Importantissima. Per il pubblico, per l’atmosfera, per la festa spallina, per il blasone del Milan. E per quanto si giocherà la squadra di Rino».
Già, Gattuso. Un suo figlioccio.
«Lo sapete tutti, lo portai io al Milan. Adesso, da allenatore, ha fatto un anno e mezzo molto positivo, io spero che coroni il lavoro riportando la squadra in Champions, da dove è assente da troppo tempo».
Lo sente?
«Sì, siamo in contatto. Ultimamente, però, non mi risponde. Sarà la tensione...».
Immaginiamo domenica.
«Il discorso è semplice. Il Milan deve vincere, sperando che Atalanta o Inter abbiano un mezzo inciampo, per conquistare il piazzamento utile alla qualificazione Champions, appunto. Il Milan a Ferrara avrà tutto da perdere, contro una Spal mentalmente libera, sbarazzina: per i biancazzurri sarà un’arma importante, e potrà mettere in difficoltà i rossoneri».
Come valuta la stagione della Spal?
«Direi che il giudizio è scontato. Ha fatto il suo, ha raggiunto un obiettivo importante quale una salvezza più che anticipata. Inoltre ha battuto squadre importanti. È vero che ha affrontato la Roma nel momento di massima difficoltà dei giallorossi, e che ha giocato contro una Juventus compressa tra i due impegni con l’Ajax, ma è stata brava a capitalizzare: non era mica detto. La Spal ha meritato ampiamente la salvezza, e quando una squadra di questa fascia centra un traguardo del genere bisogna fare solo una cosa: batterle le mani».
Negli ultimi tempi gli osservatori del Milan hanno seguito spesso la Spal, non certo nell’ottica della gara di domenica, o non solo per quello.
«Valutazioni di mercato, immagino. I giocatori della Spal da tenere d’occhio sono quelli, noti: Lazzari, Petagna, Fares che è cresciuto tanto. Da qui a dire se e dove andranno, e cosa potranno fare, è dura. Le variabili sono tante. Inoltre, giocare a San Siro - per dire - è ben diverso che farlo da altre parti. Il contesto, la pressione, la costante esigenza dei risultati: cambia tutto, per chi viene da una cosiddetta provinciale. E anche per le stesse milanesi non è facile. Il Milan, ad esempio, se non centrerà la Champions sarà per qualche inciampo post-derby, una partita che se non ti sorride lascia sempre delle scorie».
Un pronostico per domenica?
«Mi astengo. Ribadisco solo che la leggerezza mentale della Spal, forte del proprio obiettivo fondamentale raggiunto da tempo, potrebbe creare fastidi al Milan, che per imporsi dovrà fornire una prestazione di spessore».
Lei sarà allo stadio?
«No, guarderò la partita da casa. Preferisco così».
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