Dal valzer dei candidati non escono ancora certezze e rispunta anche Conte
TORINO. I sogni Guardiola (23 milioni l’anno), Klopp e Pochettino (30 milioni per la buonuscita) o Conte, le solide opzioni Sarri e Inzaghi, l'incognita Pochettino. Il copione della corsa alla panchina della Juve regala ogni giorno sorprese e poche certezze, tra trattative vere o presunte tali portate avanti dalla dirigenza bianconera per trovare il sostituto di Allegri. Se martedì Guardiola era dato a un passo dalla società bianconera, notizia poi smentita da più parti, il protagonista delle indiscrezioni di ieri è stato Antonio Conte e il suo presunto incontro in questi giorni con Paratici.
Se il catalano è la scelta che qualunque tifoso bianconero farebbe con la testa, quella dell'ex ct e allenatore della Juve è la strada del cuore. I tifosi amano Conte e il tecnico salentino, che avrebbe un pre-contratto con l'Inter ma che continua a tentennare per compiere l'ultimo passo, tornerebbe immediatamente in bianconero.
Da superare c'è il veto di Andrea Agnelli, ancora furioso per l'addio del 2014, in pieno ritiro, al punto da vanificare l'accordo verbale di massima che Conte aveva con Paratici e Nedved, stretto poco prima che deflagrasse la bomba Allegri. Eppure qualcosa si muove, tra incontri e telefonate, proprio nella direzione dell'ex Chelsea, fresco di causa vinta con la società di Abramovic (10 milioni in arrivo). Tanto più che strappare Guardiola al City appare arduo: dallo stipendio di 23 milioni alla necessità, in caso di arrivo del catalano, di rifondare la squadra adattandola al suo stile di gioco.
I dubbi su Simone Inzaghi coinvolgono l'esperienza fin qui accumulata dal tecnico della Lazio, che potrebbe ritrovare a Torino il serbo Milinkovic-Savic. Non chiude la porta alla Juventus Sarri, attualmente al Chelsea, rimandando a fine stagione ogni considerazione: «Mi piace la Premier, voglio restare al Chelsea - ha spiegato -. Dopo la finale di Europa League parlerò col club per sapere se sono soddisfatti del mio lavoro». —
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