Il Tigre se n’è andato, la Spal piange Bozzao
Era sofferente da tempo, avrebbe compiuto 83 anni il 3 agosto. La società chiede alla Lega di giocare con il lutto al braccio
ferrara. Gianfranco Bozzao è morto ieri mattina all’ospedale di Cona, dove era ricoverato da giorni a causa dell’aggravarsi dei problemi di salute di cui soffriva da un po’ di tempo.
Veneziano diventato ferrarese d’adozione, classe 1936 (avrebbe compiuto 83 anni il prossimo 3 agosto), ex Fiorentina, Salernitana e Arezzo, alla Spal dal 1958 per un decennio consecutivo (con la parentesi del 1961/62 alla Juventus, con cui ha giocato da titolare la Coppa dei Campioni), Bozzao ha vissuto l’apice del 5º posto in serie A ed ha giocato in biancazzurro fino al 1968, totalizzando 228 presenze ed 1 gol, prima di chiudere la carriera professionistica nelle fila del Piacenza ottenendo la promozione in serie B. Alla Spal è poi stato sia vice-allenatore della prima squadra (con Caciagli, con Rota, con il grande amico Galeone) che tecnico del settore giovanile, formando diversi ragazzi successivamente approdati tra i titolari.
Tra una parentesi e l’altra in biancazzurro, Bozzao ha allenato anche nei settori giovanili di Padova, Modena e Parma: dei ducali divenne poi l’osservatore di punta, in missione in tutto il mondo. Fu lui a scoprire, segnalare e far acquistare Faustino Asprilla.
Eternamente noto come il Tigre, per i mezzi atletici e la grinta che esprimeva in campo, straordinario terzino sinistro, uno dei più grandi giocatori spallini di sempre, Bozzao fin dal suo arrivo aveva eletto Ferrara come città del cuore, di affetti, di residenza. Un legame così profondo che il “Bozza” mesi addietro ha sintetizzato con questa affermazione: «A Torino, alla Juventus, vissi un’esperienza triste. Non mi adattai mai, mi mancavano troppo l’ambiente di Ferrara e quello della Spal».
Bozzao lascia la moglie Roberta e le figlie Cristiana e Beatrice. La Spal ha chiesto alla Lega l’autorizzazione per poter giocare con il lutto al braccio domani contro il Milan. —
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