Rambaldi: «Torneo molto duro ma l’Argentana ha avuto qualità»
Eccellenza. Il bilancio stagionale del tecnico che ha salvato la formazione granata
l’intervista
Il campionato è finito. Tutto sommato bene per l’Argentana, anche se con qualche passaggio pericoloso. Mister Sergio Rambaldi è sempre tranquillo e composto, anche in panchina. E non è understatement, ma solo un modo tranquillo e consapevole di affrontate le situazioni.
Mister, paura o sollievo a campionato finito?
«Nulla di tutto questo. Diciamo che quello appena concluso è un campionato che, entro certi limiti, poteva andare meglio ma che alla fine siamo riusciti ad interpretare nel modo giusto».
Un campionato molto equilibrato.
«Dai distacchi minimi: bastava poco ad arrivare ad una classifica medio alta come avevamo sperato e come il gruppo meritava. La nostra, a parte tutti i problemi, era una squadra valida, solida, con capacità di corsa e tecnicamente non disprezzabile. Valeva una buona posizione in classifica. Il nostro problema sono stati quei due mesi di difficoltà che hanno influito negativamente».
Un momento in cui avevate molti assenti e problemi...
«Non è giusto attaccarsi alle assenze per giustificare un risultato. Se ti manca qualcuno è una constatazione, non una scusa: devi lo stesso darti da fare e lavorare al meglio. E io voglio sottolineare che non posso fare altro che ringraziare con il massimo della convinzione tutti i ragazzi che hanno lavorato in modo egregio, che ci hanno sempre creduto e non hanno mai mancato di fornire il massimo impegno. Veramente un grande gruppo».
Alla fine un percorso positivo, quindi.
«Mettiamola così: abbiamo giocato, nei famosi due mesi, otto partite ed abbiamo portato a casa tre punti su ventiquattro disponibili. Lavorare al massimo e crederci fino alla fine non è per nulla facile, quando perdi, e magari nemmeno lo meriti. Eppure il gruppo si è sempre impegnato al massimo, ed alla fine ne siamo usciti. E c’erano molte condizioni per essere contrariati: abbiamo vinto nove gare in trasferta, ma solo tre in casa. Il nostro era un gruppo piuttosto tecnico, ed ha pagato le condizioni del terreno di gioco. Abbiamo trovato nel nostro interno le qualità e le risorse per andare a raccogliere punti altrove, senza snaturare il nostro gioco».
Il presidente Bruschi ha già detto che parlerà con lei e, qualunque cosa succeda, poi andrà a caccia di un centravanti...
«Nulla da dire in merito. Però io considero una cosa: finora il presidente mi ha sempre messo a disposizione delle squadre di valore, che potevano puntare agli obiettivi di volta in volta prefissati e che sostanzialmente li hanno raggiunti. Anche quest’anno c’erano sempre dei tentativi societari di mettere a disposizione elementi importanti, che potevano servire a migliorare. Su quello nulla da dire e penso nulla ci sarà da dire».
«Bruschi sa benissimo come muoversi e cosa fare - aggiunge Rambaldi -. Io mi limito a fare il mio lavoro, che è quello di far rendere al meglio il gruppo. Finora, tutti il loro lavoro lo hanno fatto bene. Non vedo, al momento, ragioni per non continuare». —
Alessandro Bassi
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