Fava: «Voglio riportare in alto la Centese e farla diventare l’orgoglio dei giovani»
Il neo presidente rilancia le ambizioni sia per la prima squadra sia per il vivaio. Intanto arrivano le prime conferme
l’intervista
Alberto Tino Fava da qualche settimana è il nuovo presidente della Centese. Una società ambiziosa, quella che vuol far rinascere il calcio che conta all’ombra del Guercino e che ha già mosso i primi passi in vista della nuova stagione.
Partendo dall’assetto societario, con il direttivo guidato appunto da Fava, passando dalla conferma di mister Luca Vinci alla giuda tecnica della prima squadra, imprescindibile nel progetto, assieme a quelle di alcuni giocatori. In particolare, è già arrivata la conferma dell’intero blocco d’attacco - Mirko Bianchi, Andrea Ganzaroli (eletto best player dell’attacco dai tifosi) ed Edoardo Carpeggiani -, cui ha fatto seguito quello di un altro tris: il difensore Edoardo Marchi, il centrocampista Giuseppe Capogreco e il portiere Alberto Alberghini.
Fava, quali sono le prime impressioni dopo queste poche ma intense settimane di presidenza?
«La Centese è rinata 3 anni fa, precisamente il 23 giugno 2016, insieme a 21 amici, ripartendo dalle basi, iscrivendoci nell’ultimo gradino della scala del calcio. Sono stati anni intensi, vissuti con entusiasmo e con il desiderio di riportare passione. Ci siamo tolti qualche soddisfazione sportiva, ma siamo consci che il lavoro da fare è ancora tantissimo, in primis sulla fortificazione societaria.
Da poco tempo presidente, ma da una vita con il biancazzurro nelle vene. Dove nasce il suo amore per la Centese e com’è arrivato, negli anni, da essere tifoso a ricoprire l’incarico più prestigioso?
«La Centese non è una squadra, è un sentimento. Ho vissuto i miei primi 50 anni con la maglia biancazzurra cucita sulla pelle. Probabilmente nella culla gridavo forza Centese. Oggi abbiamo un consiglio di 7 validissime persone, tutte centesi e motivate come il sottoscritto: insieme condivideremo scelte e obiettivi».
Entriamo nel vivo: la prima squadra. Nonostante una prima parte di campionato in salita, si è appena conclusa una stagione positiva in termini di risultati. Cosa dobbiamo aspettarci dalla Centese della stagione sportiva 2019/2020? Quali sono gli obiettivi delineati da dirigenza e staff?
«Il campionato appena trascorso è andato oltre le nostre aspettative: merito dei ragazzi e dello staff tecnico di essere arrivati a un solo punto dai playoff. Ora, insieme al ds Gagliardi e a mister Vinci, senza stravolgere il buon impianto di partenza, cercheremo di apportare miglioramenti secondo quanto permesso dal nostro budget, per costruire un team ancora più competitivo. Il mercato è difficile e noi siamo una società attenta alla gestione finanziaria, che vuol fare il passo lungo come la gamba».
Centese non è solo una prima squadra che milita in Prima categoria, ma anche più di duecento tesserati del settore giovanile con le rispettive famiglie. Quali sono le prospettive e cosa prevede il futuro dei piccoli atleti biancazzurri?
«Il settore giovanile dovrà diventare il fiore all’occhiello: deve tornare a essere quel polo di attrazione, di qualità e di prestigio che aveva negli anni d’oro della Centese. I bravi giovani calciatori di tutta la zona devono guardare a Cento per la loro crescita. Facciamo naturalmente affidamento nella collaborazione con l’amministrazione comunale, affinché vengano risolti i problemi ultra trentennali di carenza di strutture».
Tre parole per definire quella che sarà la sua presidenza e le due più grandi sfide che dovrà affrontare la Centese in questi anni?
«Sogno un ritorno del grande pubblico al Bulgarelli, quale momento di aggregazione e socialità. Auspichiamo di poter ridare ai nostri bambini l’ambizione di giocare nella Centese, come motivo d’orgoglio. Con un presente in costruzione e un futuro roseo per chi verrà dopo di noi».
Un auspicio per la Centese del futuro?
«Un famoso conduttore televisivo una volta disse: “più siamo e più ci divertiamo”. Faccio mie le sue parole». —
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