Schiavina rivede una Bernardi all’assalto «Briciole di partenza verso l’Olimpiade»
L’Accademia ferrarese ha voltato pagina cambiando lo staff tecnico e adesso sta iniziando a raccogliere le prime soddisfazioni
l’avventura
Marco Nagliati
“Ferrara città di grandi colpi di spada”. Anno 1360, il marchese Aldobrandino d’Este racconta estasiato di un ribatter di lame che riecheggia tra le antiche mura. Tra duelli “donde l’uno cede, l’altro aver posto immantinente il piede” (scrive Ludovico Ariosto) e imprese cavalleresche la scherma si insinua nel sottopelle. Tanto che nel ’500 nasce via degli Spadari: lì, le botteghe artigiane costruiscono armi. Nel terzo millennio Ferrara è ancora città di grandi colpi di spada. Lo deve all’Accademia Bernardi, orgogliosa della sua storia ma volta fieramente al futuro.
Nel 1868, per dire, il generale Giuseppe Garibaldi accettò la presidenza onoraria del Circolo schermistico estense.
È nel ’900 che il sodalizio diventa Accademia d’armi.
il novecento
Nell’aprile 1905 Carlo Gandini vince le finali per la partecipazione alle olimpiadi di Atene e chiuderà l’agone olimpico secondo nel fioretto tra i maestri. Momenti avventurosi, pionieristici. Duri. Nel ’42, in Africa, muore Giancarlo Bernardi e l’Accademia gli viene intitolata. Quello che oggi si respira in via Trenti, sede della nuovissima struttura, è una miscela che amalgama la forza della tradizione all’éra moderna. Riccardo Schiavina interpreta questo spirito alla perfezione: 30enne, campione europeo Under 20 individuale nel 2008 e campione del mondo a squadre l’anno dopo.
È figlio della rivoluzione tecnica operata l’anno scorso: la spada rinfoderata, tecnico a tempo pieno. La rinascita tecnico/gestionale della Bernardi ha inizio. Riccardo sorride: «Sognare e lavorare». Ecco lo slogan. Una sessantina i tesserati, distribuiti in tutte le categorie: dal Promozionale Under 10 all’Under 14; dagli Assoluti ai master che riassaporano la longevità della pedana. Due le punte di diamante attuali: Emilia Rossatti che ha vinto il bronzo agli Europei cadetti e l’argento a squadre ed è, ora, prima nel ranking Europeo Under 23. E Zakiya Chraim neo campionessa d’Italia Under 14. «Due piccole briciole di partenza» sussurra Schiavina. L’obiettivo olimpico c’è nell’orizzonte dell’Accademia, ma non per Tokyo.
RInnovamento
«Questa è stata una stagione di grande rinnovamento - spiega Schiavina -: i maestri storici sono andati via (Alvise Porta e Roberto Di Matteo; ndr), mi hanno chiesto di entrare nello staff tecnico ed accettare è stato un onore. E mi sono ritrovato a collaborare con Massimo Jervolino che era stato il mio maestro: il destino tesse trame interessanti». Ripartire è una sorte di tradizione della Bernardi, rimettere in circolo energie però non è mai scontato. «I genitori sono stati splendidi: hanno dato disponibilità totale. Si è formato un vero gruppo che ha cementato anche il rapporto tra noi maestri ed i bambini. L’anno prossimo tutti rimarranno con noi e questo è uno dei successi che sento più mio. Prima il tasso di abbandono dell’attività era alto, fidelizzare è fondamentale».
Schiavina cosa pensa di aver messo di suo nel nuovo ruolo? Sospiro. «Il fattore umano. Non mi sono occupato solo di tecnica, ma anche di aiutare a gestire le ansie da gara. Sono giovane, quindi molto vicino a loro».
PRogetti
«Con la nuova sede - aggiunge Riccardo - possiamo ambire ad avere un numero di atleti elevato. Prosegue, parallelamente, il progetto paralimpico: abbiamo un rapporto forte con il centro riabilitativo di Cona. Inoltre Rotary e Lions hanno investito in questo progetto». Schiavina ha scelto di chiudere con l’agonismo, eppure la spada è per atleti maturi... «In effetti è così, regala emozioni e divertimento. Soprattutto, l’esperienza è indispensabile. Però la scelta di chiudere con la Nazionale rimane, l’impegno è totale con l’Accademia. Al massimo partecipo con la nostra squadra a qualche competizione per garantire, appunto, un po’ di mestiere. Un’aggiunta da veterano che può far comodo, o magari che fa capire come approcciarsi alle manifestazioni agonistiche. La grinta è sempre stata uno dei miei tratti caratteristici».
Schiavina è saldo nell’universo della scherma. È pure delegato arbitrale regionale, impegnato con piena ufficialità nell’organizzazione di gare sempre a livello emiliano-romagnolo.
«Per quanto riguarda le proposte della Bernardi - aggiunge Riccardo - l’anno prossimo vorrei allargare le fasce orarie. Non solo attività al pomeriggio, ma corsi anche di mattina magari per avvicinare gli studenti universitari. Insomma, il mio è stato un passo forte. Trovo enorme essere rientrato come tecnico nella palestra in cui avevo iniziato da atleta. Avevo 8 anni, dopo 22 penso di aver fatto un bel pezzo di strada. Ma davanti ne ho tanto altra da far fare ai ragazzi».
LE squadre
Le ragazze sono state promosse in B1, i ragazzi scesi in B2. C’è anche una sezione di fioretto, che si batte in B1. «Tutto questo per noi è un vanto, la scherma un’opportunità. Tante scuole si stanno affacciando al nostro mondo. E i giovani che hanno raccolto il testimone di noi anziani - dice con orgoglio Schiavina - stanno migliorando costantemente. L’anno prossimo saranno ad armi pari con avversari che per ora sembrano irraggiungibili». —
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