La Baltur su un doppio binario per essere pronta al ripescaggio
«Costruiremo la squadra per vincere o per salvarci nella categoria superiore» Il ds Belletti traccia la linea. Obiettivo su Ranuzzi, D’Alessandro è un’ipotesi
CENTO. Prima missione di Belletti e Mecacci alle finali nazionali under 18. Obiettivo del direttore sportivo della Baltur verificare i progressi di alcuni giovani a lui noti, alcuni inarrivabili come Casarini di Venezia, destinato come minimo a una squadra di A2, se non direttamente nel roster dei veneziani nella massima categoria, ma soprattutto incontrare altri addetti ai lavori e agenti di giocatori per iniziare a organizzare il lavoro. Sono le prime strategie di mercato per creare una squadra di altissimo livello per la serie B, le prime chiacchierate e le prime voci. In questa prima fase di mercato i giocatori sono tutti uguali. Sogni, raggiungibili o non raggiungibili. Ma, in un modo o nell’altro, si deve pur incominciare.
«È stato un po’ come essere in fiera, c’era tanta gente con cui parlare. Ho sentito tante cose, visto anche ragazzi giovani interessanti – apre Belletti –: c’era un po’ di tutto, anche talenti che non sono da B. Per sapere quali under inseriremo, bisognerà vedere come fare la squadra, su che senior puntare e dove possono essere utili i giocatori più giovani. Io avrei già un’idea su come iniziare, le squadre si fanno con un play, una guardia e un pivot. Saranno le prime mosse».
Al ripescaggio la Baltur ci crede. Non ci fa affidamento, non sarà un’ossessione, ma le stesse parole di Belletti lasciano aperta la speranza, e lasciano intuire quanto potrebbe essere complicato fare mercato nell’incertezza della categoria: «Si è parlato anche di questo, ho sentito tutto e il suo contrario. Che la Bakery non sarebbe interessata al ripescaggio, che Pescara in caso di promozione potrebbe unirsi a Chieti, Legnano potrebbe aspettare Milano. Chi mi diceva che saremo ripescati, chi no. Io devo fare la squadra pensando alla B. In questo contesto, cerco profili disposti a creare un progetto che possa fare una B da vincere, o che, qualora dovesse succedere qualcosa di diverso, siano in grado di stare anche in A2. Ecco perché, almeno in questa fase, vorrei muovermi per giocatori che vanno bene per tutte e due. Costruire la squadra è come fare un puzzle, i primi pezzi vorrei fossero il play, la guardia e il pivot. Poi, accoppieremo i giocatori con le giuste caratteristiche a seconda di chi è arrivato».
Il nome che più di tutti è circolato in queste prime settimane è Ranuzzi: «Gli piace la piazza, è un po’ che Ranuzzi si dice possa giocare a Cento. È un ottimo giocatore, oggi però è un nome come un altro. Ho incontrato agenti e di nomi segnati ne ho tanti».
Tra gli ex biancorossi, il più gettonato a tornare pare essere D’Alessandro, che ha terminato le sue fatiche senza raggiungere Montecatini: «Piunti penso salirà in A e ci giocherà, lo merita. Chiera ha un altro anno di contratto con Napoli, che forse prenderà un titolo in A2. D’Alessandro... vediamo».
A parte Ranuzzi, di nomi non se ne fanno. Il sogno resta Gherardo Sabatini, che però avrà richieste, Forlì in pole, anche dall’A2. Per vincere la B nomi di spicco sono quelli di Stanic, che sta ancora giocando con San Severo e che difficilmente perderà il treno per l’A2, e di Paesano, quest’anno a Reggio con coach Mecacci. Giocatori da B di alta classifica e basta, però. Non esattamente quello che sta cercando Belletti.
La settimana prossima sarà programmato un allenamento con alcuni ragazzi giovani per chiarirsi le idee almeno sugli under. —
Simone Gagliardi
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