Martinelli saluta la Krifi con un po’ d’amarezza «Quattro anni belli poi poca chiarezza»
FERRARA. Quattro stagioni, un ciclo. Se poi ci si mettono un playoff sfiorato, un primo posto e un playoff sfortunato, poi due quinti posti, il bilancio non può che essere positivo. Marco Martinelli saluta la Krifi dopo quattro stagioni in cui la squadra ferrarese si è imposta ad alti livelli.
«Ringrazio Mauro Baroni per avermi chiamato quattro anni fa a condurre questa esperienza – spiega il tecnico, 54 anni –, credo che abbiamo ottenuto buoni risultati, comportandoci in modo più che dignitoso. È significativo che abbiamo lavorato bene anche il fatto che i giocatori passati da Ferrara poi hanno trovato spazio in squadre che lottavano per obiettivi più alti».
Verso la fine dell’ultima annata è parso chiaro che la Krifi sarebbe andata verso un cambiamento: «Ecco, in effetti c’è una cosa che mi lascia un po’ l’amaro in bocca – confessa Martinelli –, mi ha dato un po’ fastidio l’ipocrisia dei dirigenti, il mio referente era il presidente Bristot. Mi hanno accennato a questo cambiamento di politica societaria un mesetto fa, lasciandomi però così nel dubbio. In realtà, ho capito dopo che le cose erano già state fatte, ma non mi erano state comunicate».
Niente polemica da parte del campione del mondo: «Cambiare allenatore è un fatto che può avvenire all’interno di una società. Non discuto la bontà della scelta, che ci può stare e non ho problemi ad accettare: però il metodo non mi è piaciuto. Si voleva puntare su Andrea Zambelli e i giovani? Bene, era sufficiente dirlo subito, sarebbe stato un bene per tutti».
Cosa farà ora Martinelli? Continuerà la sua attività professionale: «Come tutti sapete io nella vita ho la mia attività commerciale, che tra l’altro sto pensando di espandere. Quattro anni fa ho accettato Ferrara perché riuscivo a conciliare entrambe le situazioni: il volley viene dopo, se arriveranno delle proposte le valuterò». —
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