Il Final di Rero compie 40 anni e fa festa con il presidente Mattioli
Il numero uno biancazzurro sarà ospite d’onore lunedì sera alle celebrazioni degli amatori Barbieri: «Tanti da ringraziare se siamo ancora qua»
FINAL DI RERO. Mettere le prime quaranta candeline sulla torta è un traguardo importante. E a Final di Rero la scocietà calcistica amatoriale il traguardo lo taglia quest’anno. Com’è tradizione nel piccolo centro tresignanese, per questo traguardo si fa festa.
Lunedì prossimo, infatti, a partire dalle 20.30, al centro sociale di Final di Rero, serata dedicata a palati fini, mandibole allenate e cuori affascinati dal calcio. A parte l’incontro conviviale, a cui sono inviati tutti coloro che hanno militato e militano nella società amatoriale di Final di Rero, in occasione della serata sarà proposta anche una mostra con cimeli, foto e ricordi dei 40 anni di attività. Ospite d’onore della serata il presidente spallino Walter Mattioli. E non mancheranno le sorprese, tra gli ospiti.
«La società di Final di Rero è nata nel 1979 – ci dice Dario Barbieri, organizzatore, allenatore e deus ex machina della società del presidente Giorgio Trivolati – e vive di buona salute. Cominciammo con una ventina di ragazzi, tutti finalesi, giocando ad Albarea o a Tresigallo. Una squadra e tanta voglia di giocare. Adesso abbiamo due squadre e una cinquantina di atleti, sempre nei campionati amatoriali. Giochiamo a Finale, in un impianto che abbiamo costruito, sistemato e rinnovato grazie al volontariato e all’amministrazione a partire da metà degli anni ’80. Proprio in quegli anni passammo a due squadre, e negli anni ’90 si arrivò agli over. Vanno ricordati in tanti, per il loro impegno. Sperando di non dimenticare nessuno, ricordiamo Gianni Benini, Vittorio Marchetti, Mauro Ravani, Pietro Bega, Elvino Gnani, Marino Cestariolli, Mauro Gallottini, Sergio Bianchini e l’insostituibile Gabriele “Bile” Marzola, che sono stati giocatori e dirigenti di grande valore».
Che hanno portato la realtà fino ai giorni nostri: «Da poco, con la ristrutturazione dei campionati e con la Superlega, siamo tornati a una squadra di amatori e una di over. Nella nostra storia, 18 finali vinte e otto perse. Giocammo anche delle gare di beneficenza - ricorda Barbieri -, una fu con la squadra di Simona Ventura, e ricordo anche la partita benefica con la Giacomense, che allora era neopromossa in serie C2». —
Alessandro Bassi
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