Dall’europeo al titolo svizzero Siviero: «Adesso il tricolore»
Il campione gorese terzo alla rassegna continentale e primo sul Lago di Como In mezzo l’attività ecologista e l’esperienza caraibica su un super yacht
Dove eravamo rimasti? Ah, sì: Alessandro Siviero campione del mondo con il suo catamarano classe Dart 18. È passato poco meno di un anno, sotto Natale il pescatore-velista di Goro e del Circolo nautico di Volano è stato premiato a Cesenatico, dove si è svolta la “Festa della Vela”, appuntamento annuale per consegnare riconoscimenti ai velisti migliori dell’Emilia Romagna che hanno vinto regate a livello nazionale e internazionale: Siviero ha ricevuto appunto le targhe per la vittoria al campionato del mondo e al campionato italiano Dart 18. E poi? Ha dormito sugli allori? Decisamente no...
«In una stagione di regate - racconta il 28enne gorese d’adozione - c’è l’evento importante, che può essere l’europeo, l’italiano, il mondiale... Adesso mi aspetta il campionato italiano al Lido di Ostia, dal 27 al 30, sempre nella classe Dart 18, un titolo che ha ripreso quota negli ultimi anni: quest’anno sono previste 30 barche al via ed è l’unica classe che sta crescendo per numero di partecipanti».
L’EUROPEO
Siviero ci arriva con un paio di trofei in più in bacheca: «Due settimane fa a Cavaleire, in Francia, al campionato europeo Dart 18 siamo arrivati terzi. Le condizioni di vento non erano ottimali: il Dart è fatto per vento forte, purtroppo non ce n’era... Il maestrale c’è stato solo il giorno prima, sin troppo, invece quando sono iniziate le regate è sceso anche sotto il limite minimo di 5 nodi (circa 10 km orari), che c’erano poi solo alla partenza, ma non durante la regata, se non un giorno su quattro».
Un podio continentale è pur sempre prestigioso: «Sì, anche perché a regatare sono gli stessi del mondiale, la concorrenza è di quel livello lì e non è una gara secca, ma su diverse prove, per dire che non è stato un colpo di fortuna, ma un risultato anche di team, perché con il mio compagno di regate Lorenzo Casamenti c’è feeling».
SVIZZERI IN RIGA
Prim’ancora, però, era arrivato un successo internazionale, ossia la vittoria del campionato svizzero: «Lo abbiamo disputato sul Lago di Como e anche qui i problemi con il vento non sono mancati. Di solito le regate nazionali durano due giorni, sabato e domenica. Sabato su 14 siamo arrivati in 9, perché non c’era vento, mentre il giorno dopo era talmente forte che non si poteva regatare: gli svizzeri sono usciti per far vedere al comitato che si poteva regatare lo stesso, per fare pressione, e alla fine siamo usciti solo noi dei Dart, e nemmeno tutti».
Ma non hanno visto gli svizzeri: «Abbiamo fatto tre prove, ne abbiamo vinte due e nell’altra siamo arrivati secondi, vincendo il titolo».
AI CARAIBI
Fra una gara e l’altra, fra una battuta di pesca e un impegno ecologista, si è inserita anche un’altra bella esperienza nella vita di Alessandro, quest’anno molto più che particolare: «Faccio parte dell’equipaggio del My Song, uno dei pochi super yacht in Italia che fanno regate. Quest’anno la regata era ai Caraibi: ho fatto solo il trasferimento da La Spezia alle Canarie, 1.800 miglia, poi la traversata atlantica è stata fatta a equipaggio ridotto e io non ne facevo parte. Siamo andati ai Caraibi, abbiamo fatto la regata lì e per tornare indietro, essendo una barca dalla chiglia piatta, è stato deciso di caricarla su una nave per portarla indietro. È arrivata a Palma de Maiorca per lo scalo, poi la nave è ripartita per arrivare a Genova: le condizioni del mare erano terribili e il My Song è caduto dalla nave! Due settimane dopo c’era la regata a Porto Cervo, ma niente: la barca non è affondata, ma ha subito danni enormi e parliamo di un 40 metri super lusso, che vale milioni di euro...».
PULIZIE A GORO
Dal fascino dei Caraibi a quello del suo paese adottivo, per Siviero il passo è breve. E così, eccolo in varie vesti nel Delta del Po. Accennavamo al suo impegno ecologico, perché a metà aprile ha partecipato alla pulizia della golena, ma non è stato un episodio: «Quando vado a pescare con mio padre, ogni volta torniamo con 20/30 chili di plastica raccolti in mare, perché di pesce ce n’è sempre meno, i rifiuti invece non mancano...».
E lui il “suo” mare lo ripulisce. Ora, però, è coinvolto anche in altre iniziative in paese: «È in corso la Fiera di Sant’Antonio, quest’anno unita alla sagra della vongola, e il mio catamarano è esposto. Poi, una sera alcuni amici mi hanno invitato a cena, ma io avevo già mangiato e così... mi hanno reclutato per servire ai tavoli. È per il mio paese, mi fa piacere anche questo...». —
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