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Zappaterra primo ferrarese in Superlega «Ritorno nel mondo in cui giocavo»

Sergio Armanino
Zappaterra primo ferrarese in Superlega «Ritorno nel mondo in cui giocavo»

L’ex libero e ora tecnico di volley chiamato a Padova per affiancare coach Baldovin, ma continuerà a fare l’assessore 

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L’INTERVISTA

E venne anche il giorno di un ferrarese in Superlega: Andrea Zappaterra è il nuovo vice allenatore della Kioene Padova, affiancando Valerio Baldovin.

Zappaterra, com’è nata questa nuova avventura?

«Io e Valerio ci conosciamo dal 2002, quando giocavo a Schio: era il secondo allenatore e poi subentrò come primo. L’ho sempre stimato. Di recente ho fatto un corso d’aggiornamento e lì ci siamo incontrati: abbiamo fatto una chiacchierata e mi ha proposto di fargli da vice. Ci ho pensato, ho cercato d’incastrare i miei vari impegni e ho detto sì: sono contento di riapprocciarmi con la pallavolo di alto livello».

Realtà completamente diversa da quella che hai frequentato come allenatore a livello giovanile...

«Quando ho smesso di giocare mi sono dato molto ai giovani e all’impegno a livello politico, esperienze diverse che ti aiutano ad arricchire il tuo bagaglio. Allenare i giovani mi ha insegnato a essere più elastico. Ora sarò proiettato in una realtà professionistica, di giocatori formati, in cui la componente tattica è molto spinta: dovrò adattarmi a questa realtà, anche se, avendo giocato, la conosco molto bene. Le dinamiche di gruppo, la gestione, le ho imparate sulla mia pelle e le porterò nella nuova realtà lavorativa».

Visti i tuoi trascorsi da libero, avrai compiti specifici?

«Sicuramente sullo studio del servizio degli avversari e al fase break della nostra squadra avrò molto da dare, ma nelle prossime riunioni tecniche vedremo come dividerci il lavoro in palestra e non solo. Certo, il mio bagaglio lo metterò a disposizione. Dal primo allenatore devo capire i parametri di riferimento e le caratteristiche della nostra squadra».

Viene da dire, beato te che torni alla pallavolo di quel livello: a Ferrara si ridimensiona, a Portomaggiore s’insegue un sogno senza realizzarlo e senza prospettive...

«La pallavolo maschile, non solo a Ferrara, in modo particolare a livello giovanile non naviga in buone acque. Eppure, dove non si hanno grandi possibilità economiche, bisogna lavorare sui giovani e sull’orizzonte lungo, a iniziare dal minivolley. Ferrara torna un po’ al passato, riaffida la gestione tecnica a Zambelli, la prima squadra cercherà di avere continuità con il vivaio e ci sta. Portomaggiore ha una filosofia opposta, punta forte all’obiettivo della promozione, ci ha riprovato e le è ancora sfuggita. Va bene anche così, ma rimane la preoccupazione dei giovani: è così un po’ dappertutto».

Torniamo a te: nuovi e vecchi impegni saranno conciliabili?

«Continuerò a fare l’assessore e prima di decidere ho guardato bene di mettere assieme le due cose: il bello della serie A è che si allena al pomeriggio, mentre l’impegno politico è serale. Gli amministratori locali non possono permettersi di fare solo quello nella vita, devono anche lavorare: le famiglie ne soffrono un po’, ma dovevo mantenere l’impegno appena rinnovato con i cittadini». —

Sergio Armanino

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