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Uno spicchio di scudetto con Mazzola è ferrarese

Lorenzo Montanari
Uno spicchio di scudetto con Mazzola è ferrarese

«È stata un’annata difficile, ho capito che avremmo vinto dopo gara 3 di finale» Il lungo non dimentica le origini: con Valli ho debuttato in serie A, tifo per il Kleb

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FERRARA. Un ferrarese campione d’Italia con la Reyer Venezia: è Valerio Mazzola. Anni fa, con l’allora Basket Club (5 stagioni in canotta estense, dal 2006 al 2011), il debutto in serie A, poi tre stagioni alla Sutor Montegranaro, due alla Virtus Bologna, due all’Auxilium Torino con una coppa Italia, ora il tricolore con i lagunari. E così uno spicchio di scudetto si colora di tinte ferraresi.

MONTAGNE RUSSE

Emozioni allo stato puro per Mazzola, sempre con un occhio di riguardo verso la “sua” Ferrara: «Considerato che abbiamo disputato 17 gare nei playoff – dice il lungo –, e ci sono state volte che eravamo in svantaggio nelle serie, è stato un turbine di emozioni contrastanti: un giorno ti sentivi depresso e stanco, il giorno dopo vincevi e il successo ti dava grinta. È stato un periodo molto stressante, ma alla fine quando vinci è come se si cancellassero tutte le fatiche, sensazione unica, gioia e felicità per me, i miei genitori e la mia ragazza, come del resto per chi ha tifato per me».

Una sfida infinita, quella con Sassari di coach Pozzecco: «Il momento chiave della serie contro Sassari è stata gara 3, quando noi siamo andati a vincere da loro: lì ho capito che avremmo portato a gara 7 la serie e che avremmo vinto lo scudetto. Durante i playoff non ho mai avuto la sensazione di poter vincere lo scudetto, perché la fatica era così tanta e il traguardo, nonostante passassimo i turni, pareva sempre lontanissimo».

La stagione della Reyer ha vissuto di alti e bassi: «Abbiamo disputato una stagione molto altalenante – ha continuato Mazzola –, l’uscita dalla Coppa, inaspettata, ha creato scompensi all’interno del gruppo durante l’anno. Determinante è stato il fatto d’incontrare nuovamente Trento ai quarti di finale dei playoff, chi l’aveva già incontrata si è caricato molto. Battuta Trento, abbiamo avuto certezze maggiori che potevamo andare avanti. La mia stagione? Beh, è stata altalenante, come quella della squadra. Ho avuto uno strappo muscolare che mi ha tenuto fuori un mese, dopo per rientrare c’è voluto tempo, ma anche quando le cose non andavano non mi sono mai perso d’animo, mi sono sempre allenato senza pestare i piedi a nessuno, con il tempo sapevo che il mio momento sarebbe arrivato. Coach De Raffaele mi ha fatto partire sempre in quintetto, nonostante fossi il primo cambio dei lunghi».

FERRARA NEL CUORE

Mazzola non dimentica le sue origini: «Quando si arriva a vincere, ci si volta indietro e si guarda al percorso fatto. Essere partito da Ferrara, coach Giorgio Valli che mi ha insegnato e introdotto al mondo della massima serie, è un piacere che coincide con la città dove sono nato. È sempre bello ricordare dove si è lasciato il cuore e dove si è stati benissimo. Il futuro? Ho il contratto con Venezia, a meno di cataclismi dunque resterò in laguna. Adesso mi godo le meritate vacanze, anche perché l’annata 2019/2020 comincerà in anticipo rispetto a quella scorsa. Il Kleb? Ho conosciuto il presidente Francesco D’Auria – ha chiuso Mazzola –, mi fa piacere che abbia l’idea d’investire a lungo termine, è importante avere una visione pluriennale e non pensare solo a un anno alla volta. Ferrara è in buone mani , sarò sempre il primo tifoso del Kleb e spero che le cose vadano sempre bene». —

Lorenzo Montanari

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