La Nuova Ferrara

Sport

centrocampista con le valigie 

Mister Rossi che lo lanciò a Ferrara: «L’umiltà arma in più di Manuel»

A.D.

3 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Da un Leonardo all’altro, da Rossi a Semplici. Sono i tecnici che hanno caratterizzato l’inizio e la fine dei sette anni ferraresi di Manuel Lazzari. L’esterno veneto, nella stagione 2012/2013 era approdato alla Giacomense proprio sotto la guida di quello che sarebbe stato poi il primo allenatore della Spal targata Colombarini.

«La mia impressione sul ragazzo – dice oggi Leo Rossi – è stata immediatamente positiva. Già da quel momento si percepiva la sua forza di gamba e la grande capacità organica che possiede tutt’ora. Mi colpiva il fatto che durante l’allenamento di ripresa del martedì, dopo la partita di campionato, Manuel fosse sempre il primo in testa al gruppo e faceva arrabbiare i vecchietti della squadra (ride, ndr). Naturalmente, vedevamo tutti la sua clamorosa abilità di corsa ma capivamo anche che doveva migliorare molto dal punto di vista tecnico».

Chi scrive, ricorda che al primo (forse secondo) allenamento della nuova Spal durante la torrida estate del 2013 in via Copparo, Leonardo Rossi, prima di un’esercitazione aerobica “avvertiva” il resto del gruppo dicendo “ragazzi questo corre forte, lasciatelo andare e tenete pure il vostro ritmo”. Giusta osservazione, ma una crescita così elevata probabilmente nemmeno Leonardo Rossi se la sarebbe immaginata. «Io, ma neanche il più grande ottimista che segue in calcio – dice l’ex tecnico biancazzurro –. Sta di fatto che Manuel merita di stare serie A per il lavoro svolto in questi anni dagli allenatori che hanno tentato di perfezionarlo soprattutto sotto il punto di vista tecnico. La sua forza di volontà, la sua capacità di apprendere, l’umiltà di imparare sono stati gli ingredienti fondamentali per una crescita esponenziale davvero incredibile». E ancora sul lato caratteriale: «La sua umiltà è stata una forza, un valore determinante. La gente ha bisogno di persone e di calciatori che macinino i loro chilometri in silenzio e sempre con la massima disponibilità. Al contrario – aggiunge mister Rossi – nel mondo del calcio si è stanchi degli sfrontati, dei lavativi che magari col loro talento sono capaci di aver qualche passaggio in anticipo ma che poi pagano tutto il conto dopo poco».

Ora Manuel dovrà confrontarsi con un ambiente sicuramente tosto come quello di Roma: «Sì, lo definirei terribilmente difficile – afferma Rossi – ma sono sicuro che Manuel ce la farà grazie alla sua capacità di essere se stesso sempre e comunque. A lui basta un campo verde e grazie alla sua capacità di isolarsi può cavarsela anche nelle situazioni di maggior pressione». E la Nazionale? «Forse è una parentesi che farà fatica a riaprirsi perché altrimenti qualche altra convocazione sarebbe arrivata. Poi c’è il discorso del ringiovanimento in corso, ma chissà che con un’altra annata clamorosa in quel di Roma non possa starci un altro po’ di spazio».

Una partenza di peso, ma che non snatura il gruppo. Rossi ne è convinto. «Non penso che la metodologia o la filosofia calcistica della squadra possa cambiare visto che il mister è stato giustamente riconfermato. Invece, come sembra essere nelle intenzioni della società visto un nome come quello di D’Alessandro, penso si andrà a inserire un tassello con caratteristiche quantomeno simili per non snaturare un idea di gioco». —

A.D.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google