Antenucci, una favola scritta a suon di gol e con tanto sacrificio
L’arrivo, la splendida stagione in serie B e le due annate in A: ora a un passo dall’addio
IL RITRATTO
Un simbolo. Mirco Antenucci è qualcosa di più che un giocatore della Spal. Ma dopo tre stagioni, il destino di Anteseven sembra allontanarsi da Ferrara. Si sa, il destino di chi gioca a pallone non è mai scritto, le sirene di contratti più lunghi e vantaggiosi lo chiamano da ben altri lidi: Empoli, Livorno, Benevento e, ora e sopratutto, il Bari, che gli offre un triennale. Il direttore dell’area tecnica Davide Vagnati frena, ammette il contatto con l’ambiziosa società pugliese, ma non dà nulla per scontato. Lo si può ben capire, però...
Lo ricordiamo ancora il presidente Walter Mattioli, emozionato come mai l’avevamo visto in precedenza, alla presentazione del Lupo di Roccavivara, appena sbarcato in città dall’esperienza inglese al Leeds: «Mi trema ancora la mano, dopo aver firmato il suo contratto», ammetteva euforico, ma anche preoccupato dalla cifra appena riconosciuta al top player di quella che era la Spal alla vigilia della stagione in serie B. Era l’estate del 2016, la location scelta una sala del Castello simbolo della città. Davanti, giornalisti e tifosi si trovarono un uomo, che tale si rivelò a tutto tondo e, soprattutto, capocannoniere indiscusso dell’inattesa cavalcata verso la serie A. Il suo primo gol in maglia biancazzurra arrivò soltanto alla 7ª giornata, al “Mazza”, la rete che regalò la vittoria per 3-2 contro la Salernitana. Dopo cinque giornate, ecco la tripletta all’Ascoli e la sostituzione-passerella al 90’. E così via, fino alla partita thriller di Terni, con la sua rete al 12’ che aveva illuso, poi la rimonta e la vittoria dei padroni di casa, ma la matematica promozione che arrivò ugualmente. Quanti ricordi, quante gioie, quante sofferenze...
Al termine di quell’annata i sigilli di Antenucci furono 18 in campionato (su 37 partite giocate, compresa l’ultima con il Bari, dove fece ingresso a 2’ dal termine) e due in Coppa Italia. Destro a giro e rigori le sue specialità, senza disdegnare altre soluzioni. Ma non solo: uomo-squadra, pronto al sacrificio, vero condottiero. E l’amore con la tifoseria, che lo ha eletto a suo idolo.
A seguire, prima stagione in serie A. Tutta un’altra storia. Eppure, Antenucci c’è: 33 presenze, 11 gol (più uno in Coppa). Annata più sofferta, con l’arrivo di Marco Borriello e tutto quanto ne ha fatto seguito. Ma il ruolo del capitano è stato comunque fondamentale.
Quello appena terminato, invece, è stato un campionato quasi ai margini: Petagna prima e Floccari poi ne hanno limitato l’apporto, ridotto ad appena 5 gol (e uno in Coppa), comunque con 35 presenze, più 3 gare in panchina, sempre a disposizione. Ecco, Antenucci c’è, è integro, ha voglia di giocare. Ma, 35 anni a settembre, cerca nuovi spazi. —
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