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IL LUTTO 

Il mondo del basket riunito per l’ultimo saluto a Seravalli fra ricordi e grande dolore

Lorenzo Montanari
Il mondo del basket riunito per l’ultimo saluto a Seravalli fra ricordi e grande dolore

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FERRARA. «Mario aveva capito che il segreto della vita era mettersi a disposizione degli altri». Con queste parole, pronunciate da don Luca, parroco della chiesa di Santa Caterina Vegri, ieri mattina ha ricordato Mario Seravalli, scomparso a causa di un malore nella notte fra sabato e domenica scorsi. Chiesa gremita per l’ultimo saluto a chi ha fatto moltissimo per il mondo della palla a spicchi e non solo. Impossibile citare tutti coloro che hanno voluto dare l’addio a Seravalli. Fra i primi ad arrivare Sandro Crovetti, ex giemme del Basket Club, che ha riabbracciato Roberto Mascellani e Alberto Morea, con lui l’attuale giemme Andrea Conti di Varese, dove come vice allenatore andrà Alberto Seravalli, figlio maggiore di Mario. Immancabili gli esponenti della Fip regionale e provinciale, come di tutte le società sportive con cui Seravalli ha collaborato, dalla Scuola Basket alla Ferrara Basket 2018.

Alle 8.45, sotto il sole sempre più caldo, arriva il feretro, subito dietro le auto con la moglie Rossana, i fratelli Andrea e Valerio, i figli Alberto, Matteo, Francesco e Giorgio. Aumentano gli amici legati al figlio Alberto, dalla dirigenza degli Stings Mantova, a quella del Kleb, per chiudere con il management della Scuola Basket e della Ferrara Basket 2018. Si entra in chiesa, ci sono anche coach Andrea Diana, Davide Lamma e Andrea Pulidori.

«Esprimiamo il nostro estremo saluto a Mario Seravalli – dice don Luca –, come la gioia di averlo accolto, amato e conosciuto».

Si legge la prima lettera di San Giovanni Apostolo, poi una lettura del Vangelo secondo Marco.

La commozione è fortissima: «Siamo come un grembo e noi stiamo per generare la preghiera per Mario, che ha avuto la vita piena – riprende don Luca nella sua omelia –, adesso è stato accolto nell’eternità di Dio. Ho avuto la fortuna di conoscerlo vent’anni fa: persona molto solare e dedita alla famiglia, nel suo lavoro era entusiasta e tenace. Aveva capito che il segreto della vita era mettersi a disposizione degli altri, il tutto con il desiderio della fraternità».

Al termine della funzione, i presenti hanno lasciato la chiesa per salutare i familiari del compianto Mario. —

Lorenzo Montanari

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