Il Kleb mette potenza nel cuore dell’area Ingaggiato Beretta
Il giovane pivot arriva dalla B e porta in dote chili e centimetri «Ho parlato con Leka: è il momento di mettermi alla prova»
FERRARA. Il Kleb ha il suo centro da affiancare a Fantoni: Eugenio Beretta, classe 1996, 208 centimetri per 106 chilogrammi. Pivot reduce da una più che positiva stagione a Palestrina (Serie B), dove ha chiuso con oltre 11 punti e poco meno di 6 rimbalzi a gara, il tutto in oltre 17’ di utilizzo medio. Cresciuto nel vivaio della Blu Orobica Bergamo, Beretta è sbocciato alla Luiss Roma.
primi passi
Il neo lungo biancazzurro ha mosso i primi passi tra Stradella, Broni e Pavia, iniziando ad assaggiare il mondo senior a Treviglio. Adesso è con l’Italia alle Universiadi, ma non vede l’ora di iniziare la nuova avventura al Kleb. «Sono molto contento di aver firmato per Ferrara - dice Beretta -: era un mio desiderio quello di riuscire a trovare una situazione in cui potessi prima di tutto mettermi alla prova, anche perché di fatto non ho mai giocato in A2. Ho fatto molti anni in Serie B perché volevo giocare ed avere responsabilità. Ritorno in A2 dopo l’esperienza Under a Treviglio e dopo aver giocato tante gare negli ultimi quattro anni cadetti: ho avuto la fortuna di aver giocato tanto, a Palestrina nell’ultima stagione siamo andati ad un passo dalla A2».
«Volevo mettermi alla prova - aggiunge il pivot - cercando di dare il mio contributo per fare il meglio possibile».
conoscenza
Cosa dice, Beretta, del Kleb? «Conosco di fama i miei nuovi compagni di squadra. Ho già parlato con coach Spiro Leka di motivazioni, prima che di aspetti tecnici. Abbiamo parlato di approccio al lavoro e mi sono trovato in grande sintonia. E poi la stabilità societaria è fondamentale per fare bene e la programmazione è alla base di qualsiasi progetto di successo: a Ferrara non si fa il passo più lungo della gamba e si lavora bene».
i tifosi
Il neo biancazzurro si presenta così ai nuovi tifosi: «Gioco quasi sempre da centro, ogni tanto con qualche minuto da ala forte. Devo lavorare dal punto di vista atletico, la fortuna che ho è che ho giocato sempre in contesti in cui avevo delle responsabilità. Ho sempre dovuto a fine gara rendere conto di quello che facevo, avevo responsabilità e un ruolo di rilievo. Aspetti che mi aiuteranno». —
Lorenzo Montanari
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
