Per Berisha, D’Alessandro e Igor inizia il lungo viaggio da spallini
Il portiere è stato protagonista con l’Atalanta e con l’Albania «Ho trovato grande mentalità» L’esterno: «Gioco come quinto su entrambe le corsie»
ferrara. Sono tre i volti nuovi saliti sul pullman biancazzurro in direzione Tarvisio per l’inizio del ritiro spallino. Etrit Berisha, Marco D’Alessandro e Igor Julio Dos Santos De Paulo, prima di macinare le oltre tre ore di viaggio, sono intervenuti nella sala conferenze di via Copparo per esprimere le loro prime impressioni da calciatori della Spal.
«Per me - commenta il nuovo portiere Berisha - è un’occasione importante nata dal primo giorno in cui ho parlato con il direttore Vagnati. Ho visto cos’è stata capace di fare la Spal negli ultimi anni e mi ha fatto piacere che mi abbiano voluto nel loro progetto di crescita. Anche Kurtic mi ha parlato molto bene di Ferrara e della Spal. La sua opinione è stata un’altra garanzia per decidere di venire qui».
«Punti in comune con Bergamo? La voglia di crescere. Qui c’è grande mentalità e per questo sono fiducioso. La mia esperienza? Ok va bene anche nello spogliatoio, ma penso serva sopratutto in campo. Conosco diversi compagni e non ho dubbi che si possa creare un altro gruppo solido che è sempre un fattore determinante per affrontare un campionato difficile come la Serie A». Poi sugli elogi del suo ex Ct De Biasi: «Con lui abbiamo fatto la storia portando l’Albania all’Europeo. E’ sempre un piacere ricevere complimenti da parte sua. Io nel mio piccolo cercherò di migliorarmi sperando di mettere in mostra le mie qualità facendo le cose giuste per la Spal».
Poi Marco D’Alessandro che ha preso la maglia numero 77, come da simpatica richiesta di suo figlio: «Ringrazio davvero la Spal per avermi dato fiducia e non vedo l’ora di cimentarmi in questa nuova avventura, sperando di ripagare il tutto nel migliore dei modi. Mi piace questa realtà calcistica, conosco diversi compagni sono entusiasta di far parte di questa famiglia».
«Il ruolo? Mi piace fare il quinto su entrambe le fasce. L’Udinese ha creduto in me in quella zona di campo e penso di esser andato bene a parte i gol che sono sempre stati un limite nella mia carriera. La maturazione difensiva? E’ stimolante perché il duello con un esterno offensivo crea competizione e mi esalto. Contro Lazzari, lo scorso dicembre qui a Ferrara ho fatto una partita importante».
Infine il brasiliano Igor (maglia numero tre): «Sono un sognatore e sono molto felice per quello che mi sta succedendo. Sono arrivato in Serie A, un campionato che ho sempre seguito sin da piccolo, con squadre con cui gioco ancora oggi alla PlayStation. E’ la realizzazione di un sogno. Cionek e Felipe li guardo come due esempi da cui imparare. Il mio idolo è van Dijk del Liverpool». —
A.D.
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