Il Pontelagoscuro sul cammino di Santiago
Dal Danubio di Montevideo ai biancazzurri in Prima Categoria. Ecco il ventenne uruguaiano che sogna in grande
Se sarà un grande colpo calcistico, lo dirà la stagione. Di sicuro, al momento, è un’operazione assai intrigante, e mediaticamente d’impatto. Un uruguaiano al Pontelagoscuro, se ne converrà, non è cosa di tutti i giorni. Ed un affare del genere non poteva che metterlo a segno Luca Popolo, fresco presidente dei Lupi biancazzurri. Per lui, che è stato poeta del pallone, numero 10 vero, e che per il Sud America nutre da sempre particolare attrazione e sensibilità (a livello culturale, oltre che calcistico), assicurarsi un uruguagio è qualcosa che sfiora il sogno.
I giochi sono fatti. Santiago Guichón Montano, classe 1999, da Montevideo, centrocampista offensivo, è del Ponte. E arriva con un biglietto da visita mica da ridere: lo manda Diego Perez, in collaborazione con Gigi Pasetti. Due monumenti.
Perez in Uruguay è un mito: 89 presenze in Nazionale, la partecipazione a quattro Copa America (una l’ha vinta) ed un Mondiale. El Ruso impone il rispetto. Dopo aver chiuso la carriera nel Bologna, è entrato nello staff delle giovanili rossoblù (è vice-allenatore della Primavera) e lì ha conosciuto Pasetti, che alle nostre latitudini non necessita di presentazioni. Uno ha segnalato il proprio compatriota, l’altro si è adoperato per trovargli una collocazione. La Copparese è stata tappa di passaggio, senza poter concretizzare il tesseramento. Nei giorni scorsi, ecco entrare in scena Popolo, e Santiago (basta il nome per evocare atmosfere sudamericane) ora è del Ponte. Ieri il giocatore uruguagio è venuto a trovarci in redazione per raccontarci la sua storia. In mano il thermos e la bombilla per sorbire il mate, bevanda tradizionale soprattutto in Uruguay, tramandata dagli indios Guaranì. «Il mate è un amico in più», parola di Santiago Guichón Montano. —
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