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Spighi crede nei biancazzurri «La squadra sarà competitiva»

Valentina Cristiani
Spighi crede nei biancazzurri «La squadra sarà competitiva»

L’ex centrocampista spallino rievoca la sua esperienza ferrarese ed i motivi dell’addio E guarda con molta fiducia alla terza stagione in A del gruppo di mister Semplici 

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l’intervista

Apprensivo, modesto, ironico. Una stagione e mezza di militanza nella Spal (annate 2015-2016 e 2016-2017) con annessa promozione in serie B per il jolly di centrocampo Mirco Spighi, classe ’90, di Forlimpopoli, che ha sempre garantito un cambio di passo notevole in grado di spaccare le partite.

«A Ferrara ho raggiunto l’apice della mia carriera. È stato emozionante vincere un campionato, ho ricordi solo belli legati a questo posto. Uno curioso: prima di ogni allenamento giocavamo ad un tipo di calcio-tennis in palestra inventato da noi con una pallina morbida presa in prestito da mio figlio e una panca come rete. Lazzari ed io sfidavamo chiunque perché a quel gioco eravamo imbattibili!»

Tecnicamente come si definisce? E dove preferisce giocare?

«Un giocatore duttile e applicato con tanta voglia di fare bene, preferisco giocare da mezz’ala».

Deluso per non aver completato l’annata che ha portato alla promozione in A?

«Sono partito a gennaio, nessuno mi mandava via. Dato che giocavo raramente mi sentivo poco partecipe, ho deciso quindi di fare due anni e mezzo a Teramo da protagonista. Nella mia decisione forse ha influito anche quel mesetto fuori rosa dovuto al fatto che, in un bar ed in presenza di mia moglie e di un amico (che ritenevo tale), tifoso Spal che è legato a diversi giocatori, mi sono sfogato dicendo “che ero un po’ deluso del mio poco utilizzo e che erano successe delle cose nello spogliatoio”. Sicuramente non era il luogo e non erano le persone con cui mi dovevo confidare, però penso di avere pagato tutto a caro prezzo. Fa parte del calcio e mi assumo tutte le responsabilità del caso, sempre con la coscienza pulita, forse qualcun altro no...».

Ha mantenuto delle amicizie a Ferrara?

«Non mi sento con tante persone del calcio in generale, ma sono rimasto in buoni rapporti con tutti. Forse di più con Mora, qualche volta con Lazzari e Branduani. Sono rimasto legato tantissimo ad un amico, nonché tifosissmo della Spal, Enrico Negrini, e ne approfitto per salutare lui e la sua splendida famiglia».

Vagnati e mister Semplici sono il binomio che l'ha accompagnata nelle sue due stagioni alla Spal. Sente di doverli ringraziare?

«Beh, hanno fatto qualcosa di straordinario e stanno continuando a farlo; in quegli anni mister Semplici mi ha dato tanto e mi ha fatto crescere. Ed anche Consumi, allenatore in seconda, mi ha dato una mano, credo che sia stato fondamentale per tutti».

Passiamo all’attualità: Berisha, portiere titolare dell'Albania, sarà il valido sostituto di Viviano?

«È sicuramente un grande portiere, a Ferrara farà sicuramente bene».

Preso dall’Atalanta l'esterno destro Marco D'Alessandro per il dopo Lazzari. Scelta giusta?

«Sostituire Manuel, protagonista della scalata dalla Lega Pro alla Serie A e giunto fino alla Nazionale, non è facile. Per me era una colonna portante e gli auguro di fare ancora meglio alla Lazio perché è un ragazzo speciale. D’Alessandro è un profilo interessante».

Come le pare la squadra che sta plasmando il ds Vagnati per la stagione 2019/2020?

«Ancora è presto per valutare l’organico ma sono abituato a vedere una Spal competitiva e non deluderà le aspettative neanche la prossima stagione».

C'è un calciatore nella Spal attuale con le sue caratteristiche? In chi si rivede?

«Non riesco a trovare una somiglianza, tecnicamente mi piace molto Mattia Valoti».

Cattiveria agonistica in campo, grande umiltà fuori. Se non avesse fatto il calciatore quale sarebbe stato il suo “piano b”?

« Sinceramente la professione di calciatore è arrivata un po’ tardi non avendo fatto il settore giovanile. Sono partito dalla Promozione con il Forlì e poi, piano piano, sono arrivato tra i professionisti, il mio sogno. Devo ringraziare Luca D’Angelo, attuale allenatore del Pisa, che mi ha lanciato. All’inizio giocavo e lavoravo come cameriere avendo frequentato l’alberghiero».

Infine, un sogno nel cassetto?

«Vincere un altro campionato e magari provare a rigiocarmi le mie carte». —

Valentina Cristiani

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