Igor e D’Alessandro note liete Petagna in ritardo di condizione
dall'inviato
tarvisio (UD). Logica curiosità. ieri, per la prima uscita della Spal.
L’attesa dei tifosi era logicamente per i nuovi, ma tale “attenzione” è andata parzialmente delusa, nel senso che Berisha ad esempio è stato risparmiato per non rischiare, quindi non si è potuto vedere all’opera il portiere proveniente dall’Atalanta.
brasiliano tosto
La Spal ha faticato ma va detto che ha anche mostrato personalità. Note liete per quanto riguarda Igor e D’Alessandro. Il giovane centrale brasiliano non è stato particolarmente impegnato e andrà quindi rivisto in altre e più probanti circostanze, ma quando è stato chiamato in causa ha mostrato doti interessanti. Gran fisico, calmo, sicuro, buon senso della posizione, bel mancino anche in fase di rilancio. Sicuro e duro sull’uomo, puntuale nei contrasti e nel tagliare le traiettorie. Va seguito con interesse.
Quanto a D’Alessandro, il laterale nel primo tempo ha giocato a sinistra, come gli era già capitato a Udine. Bella corsa, bello spunto, facilità nel saltare l’avversario. Essendo destro, per crossare doveva fermarsi, girarsi e metterla in mezzo, ma l’ha fatto bene in più di un’occasione. Nella ripresa è passato sulla sua fascia di competenza naturale, però ha accusato comprensibilmente la fatica. Il giocatore in ogni caso c’è, non si discute.
le note
In ritardo Petagna. Appesantito, come comprensibile vista la sua struttura, il centravanti dopo aver sbagliato il rigore si è innervosito parecchio, ha litigato spesso con gli avversari, ha mollato una gomitata a Osuji. Crescerà, per forza di cose.
Nella ripresa sono risultati decisivi gli innesti di Kurtic e Paloschi. Lo sloveno, arrivato in ritiro appena lunedì, contro i suoi compatrioti è parso in grande smalto. Ficcante, propositivo, a tutto campo, cattivo e creativo. Ha fatto giocare la squadra, si è inserito, ha concluso, ha servito assist. Va tenuto, bisogna respingere gli assalti del Cagliari.
bene dickmann e mawuli
Quanto a Paloschi, nei sedici metri si è confermato micidiale predone, due palloni e due zampate per i gol. Se gli arriva la sfera, lascia il segno. Molto bene anche il giovane Mawuli, che quando è entrato ha impresso strappi determinanti. Così come Dickmann è stato continuo in spinta per tutta la gare e su entrambe le corsie.
In ritardo Jankovic, alle prese con la sua prima preparazione italiana. Ha toccato pochissimi palloni. —
P.N.
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