Semplici chiede una Spal con più fantasia Trattativa per Di Francesco, fiducia a Jankovic
Il ds Vagnati su obiettivi mirati per far cambiare pelle alla squadra. Su Stepinski una pausa “tattica”, piace Tomovic
Necessita sangue freddo quando hai degli obiettivi in testa ambiziosi e quindi non agevoli da centrare. E quando le rivali dirette annunciano acquisti a raffica, oppure sono in vetrina commentando trattative copiose. La Spal ha belle idee in testa: per completare l’organico sono indispensabili sei-sette ingaggi di spessore, sulla carta in grado di consentire il salto di qualità. Missione non semplice, perché il campionato si preannuncia molto tosto e - contemporaneamente - migliorarsi ogni stagione è esercizio titanico.
l’asticella
Eppure, il ds Vagnati e il presidente Mattioli stanno lavorando per alzare ancora l’asticella. E se mister Semplici ha in animo di modificare modulo, vanno diversificate le caratteristiche dei giocatori. Per questo la Spal ha mosso i passi ufficiali per portare in biancazzurro Federico Di Francesco. Il suo nome era stato accostato al mondo spallino un mesetto fa, poi era rimasto nel limbo. Adesso è giunta l’accelerata e si spiega anche in questo modo la riflessione di mister Semplici di mercoledì sera: «Sento parlare tanto di Stepinski ma non ha le caratteristiche del giocatore che cerchiamo».
Mariusz Stepinski è attaccante puro, mentre Di Francesco ha gamba e talento per giostrare sulle corsie in un 4-3-3. Si accasasse a Ferrara, “DiFra” proseguirebbe in una sorta di tour dell’Emilia: Bologna, Sassuolo e forse Spal. Nell’ipotesi tattica lui e Jankovic potrebbero essere i trampolini per bomber Petagna nel cuore dell’area. Uno svilluppo interessante per non trovarsi “leggibile” nel consueto 3-5-2 tra l’altro ora senza Lazzari.
in sottofondo
Per questo Stepinski rimane in sottofondo, ma è pausa tattica perché il giocatore altroché se interessa. Ma soltanto qualora partisse Alberto Paloschi o si decidesse di lasciare andare Gabriele Moncini. Se esce una punta pura arriverà Stepinski, in caso contrario si rimarrà così. Di Francesco è collocabile anche a centrocampo, dove caselle libere ce ne sono e altre se ne libereranno: vedi Pasquale Schiattarella.
Insomma, la Spal è sul mercato per obiettivi precisi e non intende farsi condizionare dalle oscillazioni del mercato. Non si accontenta. Ecco il motivo per cui Vagnati rimane tenacemente aggrappato all’idea Kevin Bonifazi. È il profilo ideale per far crescere il reparto. E considerato che la società vuole rafforzarsi e non ha necessità assoluta di vendere, si spiega in questa maniera il rifiuto di inserire nella possibile trattativa col Toro Mohamed Fares. Se il giocatore, come Petagna, non spinge per la cessione (e al momento non si registrano mal di pancia) la Spal se li tiene ben stretti.
blindare
Arrivare a Bonifazi è però missione complicata. Vero che il mercato è lungo (stop il 2 settembre) ma rimanere all’ultimo col cerino in mano è poco piacevole. Pertanto c’è Nenad Tomovic nel mirino biancazzurro. Profilo leggermente diverso rispetto a quello di Kevin, ma quanto a fisicità il serbo non teme rivali. Se poi si vuole proseguire sulle idee belle, difficili, ma comunque alla portata c’è sempre l’ipotesi Andrea Bertolacci uno degli svincolati di lusso che potrebbe rinunciare a qualche euro d’ingaggio per rilanciarsi alla grande dopo un paio di stagioni piuttosto opache. Rimangono i rumors sul Khouma Babacar. Invero è la Spagna la destinazione più probabile della punta, poi riguardo all’attacco biancazzurro vale quanto scritto su Stepinski. Prima Di Francesco, poi si vedrà. —
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