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Spal, con Di Francesco si può cambiare Ma non esiste il modulo più giusto di altri

Paolo Negri
Spal, con Di Francesco si può cambiare Ma non esiste il modulo più giusto di altri

Adesso, con l’arrivo dell’ex Sassuolo, mister Semplici avrà diverse soluzioni per apportare delle modifiche all’abituale sistema 5-3-2 

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l’analisi

La Spal è piaciuta. Per quanto non si sappia mai come prendere il calcio estivo: più pericolosi e attendibili i test contro squadre di categoria inferiore o quelli con club di lignaggio più alto? Per non fare differenze c’è chi, l’Udinese, perde sia col Ravenna che con il Borussia Dortmund.

la squadra convince

I biancazzurri, loro, finora hanno realizzato un tre su tre: tris di affermazioni in altrettante uscite. Certo, l’asticella dovrà elevarsi, il primo test contro una pari categoria sarà quello di domenica col Verona. Nel frattempo, l’uscita di sabato a Valles al cospetto della Feralpi Salò ha fatto registrare la miglior prestazione stagionale della squadra di mister Semplici. Che senza D’Alessandro e Kurtic ha un po’ mischiato le carte, alternato, fatto debuttare Berisha e Floccari (finora ai box), proposto Valdifiori dall’inizio, immediatamente messo dentro il neo-acquisto Di Francesco. La Spal è parsa in evidente crescita rispetto a Tarvisio: più ritmo, bel passo, discreta continuità, precisa identità di gioco, trame, soluzioni, occasioni, gol. In un tempo come nell’altro. Poi, per carità: per esami e giudizi più probanti ripassare, please. Si sa molto bene che ci saranno altri innesti. E si dovrà definire l’assetto.

non a tutta fascia

L’acquisto di Di Francesco permette diverse soluzioni, come detto e ridetto. Sicuramente non consentirà il 5-3-2, contrariamente alle rassicuranti aperture post-gara offerte in tal senso sia da mister Semplici che dal d.s. Vagnati. Contro la Feralpi, in verità, è stato assai più un 3-5-2 che un modulo con cinque difendenti in fase di non possesso. Di Francesco, a destra, non è quasi mai rientrato, un po’ perchè non è nelle sue caratteristiche, un po’ perchè la Feralpi da quella parte non ha spinto. La fase difensiva dell’ex Sassuolo non è quindi valutabile, ma non serve essere dei maghi per sapere che in campionato la Spal non affronterà le rivali giocando con Di Francesco laterale a tutta fascia nel ruolo che era di Lazzari. Oltretutto, se lui venisse impiegato così, dove verrebbe collocato D’Alessandro, preso per quello? Dunque, contando su Di Francesco (ottimo, si è visto subito, nello spunto offensivo) e D’Alessandro, come potrà essere ridisegnata la Spal?

le alternative

Una soluzione logica sarebbe il 4-2-3-1, con due mediani, D’Alessandro e Di Francesco ali ed un trequartista (Jankovic, Valoti, financo Kurtic) alle spalle del centravanti Petagna. Ma in casa Spal non si ama particolarmente giocare con un “10”. Resterebbero quindi 4-4-2, 3-4-3 e 4-3-3- Nel primo modulo D’Alessandro e Di Francesco sarebbero gli esterni di centrocampo, con due mediani: così, però, tra Murgia, Missiroli, Valdifiori, Kurtic e Valoti ci sarebbero per forza tre esclusioni eccellenti.

Il 4-3-3 manterrebbe il collaudato centrocampo “a tre”, con D’Alessandro e Di Francesco ali nel tridente, ma giocando ad una punta non si capirebbe il perchè della ricerca sul mercato di un altro attaccante: anche se venisse ceduto Paloschi, ci sarebbe affollamento (Floccari, Moncini, il nuovo) per partire dalla panchina. Dal canto suo il 3-4-3 conserverebbe l’abituale difesa a tre centrali e vedrebbe D’Alessandro e Di Francesco larghi a supporto di Petagna, o D’Alessandro a destra nei quattro (con Fares a sinistra) e “DiFra” nel tridente (con Jankovic a destra). Resterebbe la ressa per due posti in mediana. Insomma, a priori una soluzione più giusta delle altre non si vede. A Semplici l’arduo compito. —

Paolo Negri

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