Spal in bianco, ma col Verona è tutto azzurro
Buona prestazione dei ragazzi di Semplici nel primo test contro una pari categoria. Palo di Valoti. Bene Strefezza e Igor
dall'inviato
Marco Nagliati
TRENTO. E la Spal tiene il punto. Del gioco. Della solidità. Della voglia di fare calcio. Stavolta non vince dopo cinque successi in amichevole, ma il pari col Verona (primo test stagionale contro una pari categoria) conferma che i biancazzurri di Semplici stanno percorrendo la retta via. Blindato per ora il 3-5-2 e ribadita la teoria del palla a terra e fraseggio.
Mancando Lazzari (alla Lazio) e Fares (in vacanza), la manovra si sviluppa anche più centralmente rispetto al passato, però si arieggia sempre sui lati e ieri sia D’Alessandro che il baby Strefezza sono piaciuti. Buona spinta, soprattutto attenzione massima nei ripiegamenti: sì, la Spal ha sofferto quasi nulla. Dietro tre tonici satanassi (Cionek svelto e arrembante, Vicari ottimamente posizionato e Igor un gigante).
occasioni
Le chance, poi, sono state tutte di marca estense in un Briamasco echeggiante di tifo. Sugli spalti clima non da amichevole, sul prato (un po’ gibboso invero) almeno per un’oretta ritmo anche accettabile. Nella ripresa la Spal non ha mai mollato la presa, mentre il Verona s’è progressivamente spento man mano che accumulava stanchezza e arrivavano i cambi. Strefezza è stato una spina, Valoti ha avuto in un paio di minuti (14’ e 16’ del secondo tempo) ottime possibilità: una bordata ribattuta in angolo e un colpo di testa stampato sul palo.
Se queste sono le gemme di giornata, globalmente la Spal ha spesso messo in moto Petagna, fatto sibilare qualche tiro di Strefezza. Mostrato un D’Alessandro di buona gamba. Sulle corsie, insomma, solidità e tempi giusti per chiudere e poi aprirsi. Il Verona ha faticato a costruire, quindi s’è messo in attesa. Chiusura delle linee di passaggio, Badu che oscura la vallata a Valdifiori messo in regia con Missiroli (molto bene) a fiancheggiarlo. Per un po’ la Spal ha fatto fatica a tessere, perché l’azione partiva dai piedi di Vicari e ancor di più da Igor che è Titan dietro ma non certo delicato di tocco.
pazienza
Con serena pazienza la Spal non ha forzato. S’è applicata. Ha tenuto le posizioni ed è riuscita a trovare i varchi. Battagliero Moncini in un lavoro di sacrificio, generoso Petagna a farsi trovare pronto a petto in fuori. Okay il primo tempo, insomma. Col Verona che impegna Berisha da fuori (con Rrahamni) solo su una palla persa banalmente in uscita.
Nella ripresa, identico copione. Spal che prende possesso del ring. Igor debordante anche in fase di spinta, Strefezza (davvero una carta che potrebbe diventare importante per la stagione) che cuce e riparte. Non rende spensierata la giornata di Faraoni. Sempre il baby arma il pieda di D’Alessandro al 18’ della ripresa e Silvestri para la bordata. Poi il palo di Valoti. Lì la candela inizia a spegnersi. Mille cambi e Spal che negli ultimi dieci minuti va col tridente (Jankovic-Paloschi-Floccari) ma non ci sono ulteriori contenuti. Finisce in bianco ma per la Spal ci sono molte sfumature d’azzurro. —
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