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Di Francesco non si tira indietro «Pronto a tutto per la squadra»

A.T.

Il neo arrivato in casa biancazzurra si è presentato ieri pomeriggio  tra la voglia di riscatto e la volontà di adattarsi a qualsiasi modulo  

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l’intervista

«Siamo contenti di essere riusciti a portare Federico nella nostra famiglia, è stata una operazione lunga ma noi siamo sempre stati convinti che si tratti di un matrimonio positivo per entrambi». A parlare è il direttore dell’area tecnica biancazzurra Davide Vagnati che prosegue così la sua descrizione del nuovo arrivo - che nell'ultima stagione ha giocato nel Sassuolo -: «Questo per lui deve essere il trasferimento della consacrazione. Noi contiamo molto sulle sue qualità».

Ed eccolo Di Francesco, classe 1994, neo biancazzurro alle sue prime parole ufficiali.

Quali sono i motivi della scelta di Ferrara e della Spal?

«Dopo una annata per me non semplice non vedo l’ora di provare a fare bene».

Quali sono le ragioni di un anno complicato?

«Non so in particolare le ragioni, diciamo che ho avuto un lungo periodo post infortunio in cui ho giocato poco e questo ha inciso. Chi è stato chiamato in causa ha fatto bene, io non posso dire nulla su mister De Zerbi che è sempre stato molto onesto con me: non ho mai avuto nulla da dire con lui. Ma ora c’è questa nuova esperienza importante alla Spal».

Possibile quinto a destra in caso di conferma del consolidato 3-5-2. Come si vede in quel ruolo?

«Ho già interpretato quel ruolo anche se devo migliorare la fase difensiva. Io ho fatto anche la mezz’ala, ho giocato esterno davanti. Sono a disposizione del mister e dei compagni. Pronto a tutto».

Eredità pesante quella di Lazzari?

«Lo ammiro molto, è un grande giocatore, penso che abbiamo caratteristiche diverse. Stiamo lavorando tanto in questi giorni e ancora lo faremo. Penso che se sarò impiegato lì occorrerà migliorare su alcune letture del gioco».

Su cosa sta puntando con lei mister Semplici?

«Non siamo ancora andati nello specifico di tante cose anche perché come noto per motivi personali ho abbandonato anche il ritiro per qualche giorno (alcuni giorni fa è nato Tommaso, primogenito del neo centrocampista biancazzurro; ndr); il tecnico sta puntando su alcune idee di squadra, ci parla di concetti e io già seguivo la squadra e vedevo certi tipi di movimenti. Poi ho anche Floccari che me ne parla, l'ho avuto come compagno a Bologna e mi ha sempre parlato bene di questa realtà».

Che ambiente ha trovato a Ferrara?

«Un ambiente a misura di famiglia, che in serie A non è sempre facile da trovare. A volte in A i gruppi cambiano molto da un anno all’altro e trovare l’amalgama giusta non è sempre facile. Qui ci sono tanti bravi ragazzi: non volevo cantare il giorno del mio arrivo in spogliatoio e invece l’ho fatto. C’è un bel gruppo, un bel clima nello spogliatoio e sono felice di essere qui». —

A.T.

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