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Marongiu può far brillare il nuovo Sant’Agostino

Mirco Peccenini
Marongiu può far brillare il nuovo Sant’Agostino

Tecnica, fantasia e palla a terra: i ramarri ci provano. L’attaccante: «Oltre al bel gioco dovremo abbinare i risultati»

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SANT’AGOSTINO. L’obiettivo dichiarato è quello di migliorare la posizione in classifica dell’ultimo campionato e di esprimere un gioco spettacolare. In questo senso vanno letti i nuovi acquisti del Sant’Agostino: le due punte Jacopo Pagani ed Enrico Raspadori, ed Alessandro Marongiu. Oltre al centrale Curci che dovrà sostituire nelle retrovie Attilio Molossi.

il talento

Marongiu è il talentuoso fantasista che dovrebbe creare i presupposti affinché il gioco si sviluppi palla a terra e arrivi alla fase di rifinitura. Un calcio spettacolo, insomma. Marongiu, che di classe ne ha da vendere, non disdegna il progetto.

«Il Sant’Agostino è una buona squadra - dice -. All’inizio c’è molta attesa da parte di tutte le compagini, ma si vedrà soprattutto nei momenti difficili chi ha operato meglio. Certamente, questa squadra è stata da subito nei miei primissimi pensieri».

Marongiu potrebbe essere l’architrave del “bel gioco” che la formazione dei ramarri allenata da mister Ghedini è chiamata ad esprimere in questa stagione. «Speriamo, naturalmente, che il bel gioco porti anche a dei risultati – sottolinea l’ex spallino – perché se diventa qualcosa che è fine a se stesso può essere un problema. Nei campionati è importante abbinare gioco e risultati, poi vedremo strada facendo quello che succederà».

conoscenza

Conosceva già i giocatori con cui dovrà affrontare la nuova sfida di quest’anno? «Conosco quasi tutti. Con molti di loro siamo amici e siamo cresciuti insieme – ammette Alessandro Marongiu –. Mi trovero certamente bene qui e mi ambienterò con tutti i miei nuovi compagni, lo faccio sempre. Soprattutto, mi trovo bene con chi sa giocare bene al calcio ed a Sant’Agostino certamente di giocatori di questo tipo ce ne sono molti».

La nuova filosofia di gioco della formazione biancoverde viene spiegata dal suo direttore sportivo: «Rispetto al passato, cambia la nostra filosofia di gioco – spiega il ds Simone Casotti – che prima poteva essere anche centrato sulla coppia d’attacco Ciarlantini-Trombetta, per capirsi. Ora vorremmo impostare un tipo di gioco che parta da dietro, con palla a terra e geometrie in velocità. Intendiamo continuare il percorso di miglioramento iniziato due anni fa quando, peraltro, sono arrivato in società».

Il Sant’Agostino esordirà il 17 agosto in amichevole a San Felice, per poi giocare il 21 (a Dosso) contro la Portuense. —

Mirco Peccenini

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