Il biancazzurro nel cuore: dalla casacca mitica a strisce sottili a quella color oro
Sono state presentate ieri sera le nuove divise spalline. Per la seconda si sceglie la tinta dorata con pantaloncini neri. Rosso e fluo per i portieri
La storia
Prima maglia rigorosamente biancazzurra, seconda color oro con pantaloncini neri. Rosso e fluo per i portieri. Ieri sera ecco svelate ufficialmente le nuove casacche da gioco spalline per la prossima stagione. Sarà capitato a tutti di intrattenersi con un non ferrarese, parlare con lui di calcio anche se non ne è propriamente un esperto, nominare la Spal e ricevere come risposta: “Ah, la squadra di Ferrara con la maglietta a strisce sottili biancazzurre”. Tratto distintivo unico e inimitabile, sin dagli anni Sessanta quando le casacche estensi si facevano luce nella serie A di quel tempo, indossate da calciatori di assoluto rilievo nel panorama calcistico italiano.
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la tradizione
Il bianco e l’azzurro, colori scelti nel 1907 da Pietro Acerbis, fondatore del club, voglioso di rendere omaggio alla congregazione dei salesiani di San Giovanni Bosco della quale lui stesso era membro. Fino al 1919 le divise furono completamente bianche con i calzettoni azzurri, mentre nei successivi vent’anni l’azzurro divenne predominante nella maglia, con la comparsa del nero (pantaloncini). L’unica assoluta eccezione “al biancazzurro” si registrò nel periodo tra il 1939 e il 1943 (anno della sospensione delle attività sportive a causa della seconda guerra mondiale), durante il quale il club aveva cambiato denominazione in Associazione Calcio Ferrara e vestito i colori bianconeri del Comune. Nell’immediato dopoguerra, con il ritorno alla denominazione sociale originale, vennero riproposti i colori biancazzurri. Specificatamente negli anni Cinquanta, la tenuta di gioco della Spal assunse una tinta unita azzurra con maniche, colletto e pantaloncini bianchi.
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Marchio di fabbrica
Nel corso dell’annata 1962-1963 (quella terminata con l’ottavo posto nel massimo torneo) arrivò la grande svolta, con il classico motivo biancazzurro a righe strette verticali. Pantaloncini e calzettoni erano azzurri, poi col tempo, dopo varie alternanze divennero bianchi. Poi due particolarità, sempre naturalmente inerenti la prima divisa (oggi chiamata “Home”): durante i primi due anni di sponsorizzazione tecnica Adidas (1981-1983) la divisa era interamente azzurra con righe bianche ancora più fini; mentre dal 1987 al 1989 e nel 1990-1991 è stato adottato un completo simile a quello degli anni ’50, in questo caso con pantaloncini e calzettoni azzurri. Una tenuta da gioco (chiamata nel recentissimo passato “maglia storica”) sfoderata poi soltanto in circostanze particolari (ad esempio in occasione della celebrazione dei 110 anni della società) o in gare particolari durante la stagione 2013/2014. Le righe biancazzurre (più o meno sottili) sono state rispettate anche negli anni Novanta e nei primi del Duemila, con gli “shorts” azzurri che dal 2006 a oggi sono stati proposti soltanto durante la traumatica stagione 2012/2013 (quella della “Real Spal”). Con l’arrivo dei Colombarini si sono susseguiti come sponsor tecnici Errea, Hs e ora Macron e il rigoroso binomio casacca biancazzurra a strisce verticali e pantaloncino bianco è sempre stato rispettato.
Seconde e terze
Per quanto concerne le seconde maglie (attuali “Away”), va notato che dal 1945 al 1990 si è sempre rimasti cromaticamente vicini al bianco come colore predominante (bella la striscia obliqua azzurra degli anni Sessanta). Poi è diventato il rosso (acceso) il colore da trasferta della Spal: per ben cinque campionati a inizio anni Novanta e dal 2012 al 2014 senza dimenticare lo strano completo con pantaloncino nero dal 2005 al 2008. Parentesi “away” sfumata sul quasi completo blu e l’azzurro dal 1996 al 2005, mentre dal 2008 al 2012 la Spal da trasferta si è vestita in nero con banda azzurra a collegare spalla e bacino opposti (così anche nel 2016/2017). Difficile dimenticare anche le altre recenti seconde divise tutte gialle e tutte verdi e quella arancione dello scorso anno con richiami obliqui al biancazzurro.
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La terza divisa, infine, per la Spal esiste dalla stagione 2008 (tutta bianca con una banda azzurra): successivamente, dal 2013, si è “evoluta” in blu, rossa, grigia e nelle ultime stagioni è stata ribattezzata la “maglia del presidente”, per via delle personalizzazioni nella parte frontale scelte da Walter Mattioli. Negli ultimi due anni, alla divisa nera era stato associato il castello estense, mentre in quella blu navy è stata raffigurata la “Curva Ovest”. —
Alessio Duatti
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