La Tramec si affida ai suoi nuovi big «Troviamo un linguaggio comune»
Mecacci al raduno: iniziamo dall’attacco e voglio valorizzare i singoli nel contesto di squadra
CENTO. Tempo di raduno per la nuovissima Tramec Cento. Il primo giorno di lavoro dei biancorossi si divide fra visite al mattino e lavoro atletico durante il pomeriggio, il tutto davanti a una cornice di pubblico come sempre da categoria superiore, che ha sfidato il gran caldo per assistere alle primissime corse dei nuovi beniamini biancorossi.
Matteo Fallucca è fra i primissimi ad arrivare, diverso tempo prima dell’appuntamento fissato alle 17.30 alla palestra Giovannina. Alla spicciolata arrivano tutti, dal confermato Yankiel Moreno, tirato a lucido e prontissimo per una stagione che dovrà essere necessariamente differente da quella passata. Emanuele Rossi è alla diciannovesima stagione da professionista, ma pure per lui il primo giorno è speciale, come quello di Alex Ranuzzi, passato da Cento come avversario molte volte, adesso assoluto protagonista della nuova Tramec, che fra i mattatori designati vedrà anche Nicolas Morici, Alessandro Paesano ed Ennio Leonzio.
I giovani non vanno trascurati e dovranno dare, soprattutto durante la settimana di allenamento, una grande mano per mantenere alta e intensa la qualità del lavoro: parliamo di Karim Idrissou, Giacomo Manzi (altro confermato dalla passata stagione), Matteo Vannini, Francesco Roncarati, Niccolò Venturoli e Donato Vitale.
I dirigenti Ivan Belletti e Tommaso Bergamini arrivano alla palestra Giovannina con largo anticipo, vogliono godersi appieno le sensazioni del primo giorno di lavoro della squadra che loro stessi hanno costruito. A ruota, coach Matteo Mecacci e il confermato vice Andrea Cotti hanno preparato, di comune accordo con il preparatore Paolo Zonca, il menù del primo giorno di lavoro, fatto di richiami atletici e ben poco altro. Per il pallone e la tattica ci sarà spazio più avanti.
Mecacci chiama a raccolta la squadra per il primo saluto, dopo di che il gruppone biancorosso si sposta in spogliatoio per le prime parole dello staff tecnico.
«Il primo giorno è sempre qualcosa di particolare – dice coach Mecacci –, quando arrivi a lavorare in un posto nuovo, con giocatori completamente o quasi nuovi, c’è sempre un fascino particolare e una sensazione un po’ strana. La prima cosa da dire e che mi fa tantissimo piacere, e non me l’aspettavo, nonostante conoscessi Cento come una piazza che vive di basket, è che ci fossero tantissime persone il 17 agosto alle 17.30 con questo caldo a vedere giusto un piccolo risveglio muscolare. Grazie ai tifosi, che l’anno passato hanno dovuto subire una delusione come quella della retrocessione da un campionato importante come l’A2. Per il resto, piano piano la curiosità lascerà il posto alla voglia di lavorare. Cominciamo a mettere le prime basi per una stagione che tutti ci auguriamo possa essere lunghissima, fino in fondo. Il girone? Dico che è molto difficile, concordo con il mio collega di Fabriano, che ha dichiarato che in questo girone ci sono almeno venti se non più giocatori che l’anno passato giocavano fra A2 e massima serie, non da sparring partner, ma da protagonisti. Parliamo di un girone dal livello altissimo, mi ricorda un po’ quello in cui era Cento l’anno che ci giocai contro quando allenavo a Siena. Dal canto nostro pensiamo a una gara alla volta – ha chiuso Mecacci –, sapendo che sicuramente non ci sarà mai una partita scontata, mai una gara semplice da giocare in tutto il campionato. Adesso lavoreremo sulla conoscenza reciproca, proveremo a creare un sistema che possa sfruttare all’interno della squadra le caratteristiche dei singoli giocatori. Ci vorrà del tempo, il lavoro sarà lunghissimo, i primi giorni lavoreremo di più sull’attacco, vediamo di cominciare a parlare un linguaggio comune nel più breve tempo possibile». —
L.M.
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