Dalla gioia e le giocate di Igor a Muriel Le due facce del tifo biancazzurro
Il brasiliano con l’assist per Petagna è già diventato un idolo della Ovest. Calore e sostegno alla squadra per il pareggio
FERRARA. L’erba del “Paolo Mazza” è sempre la più verde. E il popolo della Spal lo sa benissimo. Tre presenze di calore (e di colore) negli ultimi sette giorni. La voglia di Spal è tanta: sempre, comunque e al di là di ogni risultato.
Nonostante diversi posti vuoti in gradinata e nella zona est, possiamo definire comunque discreta la cornice di pubblico (totale 11.706) per l’esordio in campionato contro l’Atalanta, seguita da circa 1. 300 (chiassosi) sostenitori giunti da Bergamo a sostegno della Dea.
Alcuni sfottò verbali e “complimenti” reciproci hanno intrattenuto il pre-gara. Entrambe le curve non hanno poi apprezzato l’annuncio vocale relativo alla campagna della Lega Serie A contro la pirateria televisiva: cori contro “il calcio moderno” si sono alzati a gran voce. Poi il sostegno alle squadre, entrate sul manto erboso per il riscaldamento. Un paio di “Forza Spal” a volume altissimo e altri tipici cori della Ovest hanno letteralmente incendiato l’attesa fino all’ingresso in campo delle formazioni.
la gioia iniziale
Al pronti via è già vantaggio estense: Di Francesco si presenta alla Ovest con gol ed esultanza da delirio generale. Saltano tutti, la squadra è avanti. Poco dopo nel settore ospiti i tifosi nerazzurri ricordano il grande ciclista Gimondi con uno striscione: “Testa dura e mai mollare, la tua Bergamo non ti dimenticherà. Ciao Felice”.
Il match prosegue su ritmi infernali e ad una certa Igor sfoggia una clamorosa giocata da brasiliano vero: altro gol dell’ex di Petagna, ma stadio tutto ai piedi del nuovo numero tre spallino che urla “Igor, Igor, Igor!”. Anche le successive giocate del brasiliano esaltano la folla: il “Mazza” somiglia a un sambodromo. L’Atalanta accorcia le distanze, il match purtroppo si riapre e il pubblico può rifiatare solo durante l’intervallo.
la delusione
Anche nella ripresa sventolano fiere le bandiere della Ovest, con la Spal che però attacca in direzione opposta. Si alzano le sciarpe e si alzano anche Murgia, Tomovic e Floccari per il riscaldamento: arrivano gli applausi della tribuna. Gli stessi che poco dopo si merita anche Berisha, autore di diversi interventi provvidenziali. La Dea però spinge troppo, il colombiano Muriel entra, segna due volte e i supporter bergamaschi possono urlare di gioia. La gente della Spal non molla e spinge la squadra a non mollare sino alla fine. E così sarà, fino alla fine del quarto dei minuti di recupero.
La stagione parte con una rocambolesca sconfitta, ma i giusti applausi per la prestazione offerta non mancano nel classico momento di fine partita tra la squadra di Semplici ed i tifosi biancazzurri.—
Alessio Duatti
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