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Spal, Reca c’è e Sala forse Vagnati sprint

Sergio Armanino
Spal, Reca c’è e Sala forse Vagnati sprint

Il ds: seguivo l’esterno prima di Fares. Trattativa con la Samp Moncini resta, Dickmann verso la cessione all’Entella

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Arkadiusz Reca alle visite mediche: fra ieri sera e stamattina l’esterno sinistro aveva in programma le consuete verifiche e «se tutto andrà per il meglio, diventerà un giocatore della Spal», ha annunciato ieri il direttore dell’area tecnica biancazzurra Davide Vagnati. Che, ancora, non ha voluto commentare il sorpasso dell’Atalanta per assicurarsi, nel medesimo ruolo, il brasiliano Guilherme Arana del Siviglia, ingaggio che ha poi permesso alla stessa Dea di trovare l’intesa per mandare a Ferrara il terzino sinistro, in prestito con diritto di riscatto.

«È un ragazzo che abbiamo valutato anche prima di Fares - ha detto Vagnati di Reca -, sia per la posizione tattica, sia per gli aspetti da spogliatoio». Come a dire: non è un ripiego.

LA FASCIA SINISTRA

Classe 1995, un metro e 84 d’altezza, esterno sinistro a tutta fascia, mancino, dopo tre stagioni al Wisla Plock (serie A polacca) Reca era stato prelevato un anno fa dall’Atalanta, che lo ha poi utilizzato pochissimo: 5 presenze e una sola partita intera, nelle qualificazioni dell’Europa League; per il resto, 45 minuti in tre gare di campionato e appena 5’ in Coppa Italia. Ma davanti aveva Castagne e Gosens. Quattro le chiamate in Nazionale. Alla corte di mister Semplici, invece, si preannuncia un ampio utilizzo, almeno fino a quando Fares non sarà pienamente recuperato: per il polacco una vera chance.

STOP DIFENSORI

Anche perché, e lo ha ribadito ieri Vagnati, l’idea è quella di non chiedere a Igor più del dovuto, sebbene all’esordio di domenica scorsa, sulla fascia mancina, abbia stupito e affascinato: «Abbiamo appena preso il quinto di sinistra e questo la dice lunga su come pensiamo di utilizzare il brasiliano. Poi, ha certo delle qualità, ma non dobbiamo pensare che abbia già dato tutto: è del ’98, diamogli tempo, è un difensore centrale e terzino sinistro».

Dopo l’arrivo di Tomovic e l’infinita querelle sul possibile ritorno di Bonifazi, sfumato definitivamente, il ds chiarisce: «Visto che le risposte da Igor sono positive e che Salamon, pur fuori dal progetto, è ancora nell’organico, penso che i difensori possano bastare».

LA TRATTATIVA

Sebbene con poca convinzione, Vagnati ha poi ammesso la trattativa con la Sampdoria per lo scambio Viviani-Sala: «Ne stiamo parlando - dice il ds -, come con altri, prendiamo in considerazione questa possibilità. Sala è un buon giocatore, ha fatto benissimo il quinto di destra a Verona».

Il 27enne di Alzano Lombardo la scorsa stagione all’Hellas ha collezionato 21 presenze con un gol in campionato, tre in Coppa Italia, partecipando così alla risalita in serie A dei gialloblù. Alle spalle Jacopo Sala ha una carriera che si è anche sviluppata all’estero sin dalle giovanili, quando dall’Atalanta approdò all’under 18 del Chelsea, arrivando fino alla panchina della prima squadra, 10 anni fa: poi, Amburgo, Verona e Sampdoria.

IN USCITA

«C’è poco, qualche chiacchiera, ma c’è ancora una settimana di tempo, faremo il massimo». Vagnati descrive così il mercato in uscita di queste ore. Poi, chiarisce: «Dickmann ha chiesto di trovare una soluzione per poter giocare (e per lui si parla dell’Entella in serie B, ndr), Strefezza, invece, vorremmo tenerlo. Moncini? Uno che fa 15 gol in 5 mesi (in serie B a Cittadella da gennaio scorso alla finale playoff, ndr) merita una chance».

L’OBIETTIVO

L’attesa del tifoso è sempre per il colpo a effetto dal mercato e se qualcuno venisse piazzato in uscita... Vagnati riporta tutti con i piedi per terra: «L’obiettivo è la salvezza e con l’innesto di Reca l’organico è adeguato a perseguirlo: certo, bisognerà lottare. Per migliorare un organico che è arrivato 13º la scorsa stagione servono giocatori d’esperienza, che costano: la società ha già speso tanto, anche per lo stadio e le altre strutture, bisogna ottimizzare le risorse. Reca è un di più, l’infortunio di Fares ci ha tolto la possibilità di fare qualcos’altro, è già stato fatto un sacrificio».

Di Francesco utilizzato come seconda punta ha quindi chiuso l’ipotesi Babacar? Vagnati la mette così: «Più giocatori forti hai, meglio è; per contro, se sono troppi, è più difficile gestirli». Parole interpretabili: trovasse una collocazione Paloschi, magari il senegalese sarebbe il colpo finale.

L’ESORDIO

A ribadire che la squadra c’è, Vagnati ha chiuso commentando la partita della Spal con l’Atalanta: «Abbiamo fatto 60/65 minuti a grandissimo livello. Bene dal punto di vista tattico, tecnico, atletico, di voglia e questo la dice lunga sulla nostra qualità. E il nostro portiere è stato molto bravo. Poi, se gli avversari hanno la possibilità di mettere dentro Muriel e Malinovskyi... Comunque, abbiamo tenuto testa a una squadra che lo scorso anno è arrivata terza e poi si è migliorata». —



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