Derby, per Mihajlovic c’è l’ovazione di tutti i tifosi
Rossoblù e spallini all’unisono sugli spalti per Sinisa. Kurtic prova a dargli la mano: «Scusa, ma non posso»
BOLOGNA. Brividi, emozioni forti, al limite della commozione. È la sua serata: esordio casalingo, derby e lui che un po’ più in forma di domenica a Verona lo è. Stadio Dall’Ara tutto per Sinisa Mihajlovic, senza distinzione di tifoserie, quando il leone serbo, per ultimo, entra in campo e saluta. A rispondergli, un intero stadio, che come tutto il mondo del calcio, ma non solo, tifa per lui in questa lunga e spossante battaglia contro la leucemia.. Quasi da libro Cuore, poi, l’episodio fra Miha e Kurtic. Lo spallino sloveno gli si avvicina, fa per dargli la mano, ma lui si ritrae: «Non ti offendere, ma non posso - gli spiega -, devo evitare tutti i contatti, stare in un bolla, da solo».
L’ABBRACCIO VIRTUALE. Intanto sugli spalti di questo 63º appuntamento tra Bologna e Spal (25.086 spettatori) è andato in scena il grande abbraccio a Sinisa, uomo di sport a 360º, guerriero assoluto e simbolo positivo di coraggio e volontà. Il pubblico locale ha prima applaudito il nome di Sinisa al momento della lettura formazioni, per poi esporre lo striscione dedicato a lui al momento dell’ingresso in campo delle due squadre: «Combattiamo ogni battaglia per Sinisa e per la maglia».
Una volta apparso dal tunnel degli spogliatoi l’allenatore serbo è stato letteralmente travolta da una cascata d’applausi, mutata poi nel coro di tutto lo stadio “Per Sinisa alè!”. Brividi generali, con il tecnico che si è inchinato dinnanzi al pubblico, battendosi la mano sul petto.
Come da tradizione, “Miha” ha assistito alla partita sempre in piedi e la stessa cosa ha fatto il collega Semplici. Entrambi hanno tentato di caricare i propri giocatori con direttive, incitamenti e indicazioni mirate.
IL TIFO C’È. Altro sostegno, naturalmente, è arrivato dalle due curve, che si sono letteralmente scatenate in una sana battaglia di tifo per tutti i novanta minuti, con il concitato momento Var d’inizio secondo tempo che ha incendiato ulteriormente il “Dall’Ara”. Nel momento di massima pressione del Bologna la Ovest in trasferta sfoggia una sciarpata di colori piena di senso d’appartenenza. Il finale di gara è lunghissimo, oltre che concitatissimo: succede letteralmente di tutto fino al gol di Soriano, che al minuto 93 fa esplodere i felsinei.
FESTA E SALUTI. Il pubblico locale festeggia saltando e dedicando il successo al proprio allenatore, che abbandona la panchina a un minuto dal termine del lungo recupero, salutando tutta la gente che si era alzata in piedi ad applaudirlo. Infine, il popolo ferrarese, che con le sue bandiere sventolanti ha abbracciato la squadra di Semplici nel tradizionale reciproco saluto di fine match. —
Alessio Duatti
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