Problemi in tutti i settori e si subisce troppo “San” Berisha non basta Peggior avvio in tre anni
Il derby di venerdì sera a Bologna ha sottolineato le difficoltà globali di un gruppo meno competitivo rispetto allo scorso campionato
l’analisi
Posto che il portiere è lì per parare, e che un po’ di cinismo - anche contro il corso del gioco - non guasta mai, se la Spal si fosse imposta a Bologna grazie ai prodigi di Berisha ed alla capacità di sfruttare l’occasione di Di Francesco o quella di Missiroli non ci sarebbe stato da gridare allo scandalo. La storia del calcio è zeppa di gare vinte con pragmatismo e un po’ di “fattore C”.
le cifre
Epperò tutto ciò venerdì sera al “Dall’Ara” non è accaduto. E bisogna riconoscere che l’affermazione del Bologna è stata sacrosanta, pur se beffardamente (per la Spal) maturata al terzo di recupero. Il calcio non è prettamente sport di statistiche, ma a volte i numeri aiutano a comprendere: 57,9% di possesso palla per il Bologna; 439 passaggi (81,5% riusciti) del Bologna contro i 325 della Spal (azzeccati al 69,5%); 76 duelli vinti dai rossoblù, solo 58 quelli favorevoli ai biancazzurri; per il Bologna 14 palle gol, una rete annullata ed un rigorissimo non concesso che a parti invertite avrebbe fatto imbufalire. Morale: il dominio del Bologna è stato netto, evidente, soprattutto nella ripresa. La Spal è stata tenuta a galla da uno strabiliante Berisha, oltre che da due salvifici interventi dell’ottimo Vicari. La superiorità della squadra di Mihajlovic, sotto ogni punto di vista, nell’arco dei novanta e passa minuti non ha prestato il fianco a contestazioni, pur se la Spal qualcosina di buono ha fatto, con le citate occasioni, con due sospetti rigorini, almeno un paio di spunti di D’Alessandro che non hanno trovato finalizzatore. Poco per andare a punto/i, e dopo due gare la Spal è a 0. Nei precedenti tornei di A non era accaduto: 4 punti nel 2017/18 (pari a Roma con la Lazio, vittoria sull’Udinese), 6 l’anno scorso (vittorie con Bologna e Parma).
valutazioni
Adesso è troppo presto per fare allarmismo, ma non è tardi per esprimere una ragionata preoccupazione. Al di là del fatto che l’unico obiettivo debba essere la salvezza, che il calendario non fosse facile, e che la Spal in A è grasso che cola da apprezzare senza fare tanto gli schizzinosi, riteniamo fin troppo evidente che i biancazzurri ora come ora sono indeboliti rispetto alla scorsa stagione (ritornello: Lazzari e Bonifazi partiti per altri lidi, Fares out) mentre la concorrenza (tutte le medio-piccole) si è notevolmente rafforzata.
Lo stagionato centrocampo “a due” (Medel-Poli) del Bologna ha sovrastato quello spallino che pure era teoricamente in superiorità numerica. Manca un terzino sinistro idoneo ad affrontare un’ala vera quale l’Orsolini della situazione: Igor è stata l’annunciata vittima sacrificale, si sapeva che adattato lì e contro un avversario di quel tipo non avrebbe potuto bissare la prova d’esordio. Non ha responsabilità. E Reca, per caratteristiche fisiche e tattiche non avrebbe fatto meglio. La squadra non ha tenuto palla, continua a subire gol di testa (con l’avversario che anticipa) ed a concedere tiri dal limite senza accorciare.
cosa serve
Se Berisha in due gare ha parato più di un portiere normale in tutta una stagione, qualcosa significherà. Ed il “povero” Petagna, davanti, non ha avuto alcun sostegno. Siamo agli inizi, qualche nota positiva non manca, e con qualche vero rinforzo (un centrale, un terzino e una punta, e non sarebbe male dare un occhio anche a centrocampo) la musica può cambiare. Auspichiamolo. —
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