Leka promuove il Kleb ma chiede di più a Wiggs e teme per Beretta
Il coach all’americano: «Deve capire come si gioca qui» Il giovane si è “scavigliato”: attesa per gli accertamenti
FERRARA. Il Kleb è ritornato in città con indicazioni incoraggianti, dopo il primo test amichevole contro Senigallia di sabato pomeriggio, scrimmage che ha chiuso l’ottima settimana di lavoro sulle colline bolognesi. Buone cose in attacco, con 25 punti realizzati di media nei primi tre parziali, altrettante in difesa, nonostante questo fondamentale aspetto del gioco sia stato introdotto solo a ridosso della prima palla a due della nuova stagione.
I singoli? Ottimi i giovani, Ebeling e Beretta su tutti (peccato per la scavigliata, che sarà valutata alla ripresa dei lavori), ma pure gli altri hanno dimostrato buona personalità. I senatori hanno fatto il loro, Panni ha giocato da play in attesa del rientro di Vencato, Campbell ha bucato la retina soprattutto nel secondo tempo e Wiggs, fra i più attesi della vigilia, ha dato spettacolo. Sette dei primi 12 punti del Kleb portano il marchio del rookie (alla fine saranno 20), ma quello che più impressiona è la sua facilità di attaccare il ferro, giocando pure in post basso come se fosse un lungo. E non è mancata una spruzzata di playmaking: insomma, bene così e avanti con fiducia, guardando ai test contro Forlì di mercoledì sera a Lugo e, soprattutto, alla prima gara ufficiale, a Cividale contro Udine domenica prossima, debutto in Supercoppa per Fantoni e compagni.
C’è la consapevolezza che il lavoro da fare è ancora molto, ma le cose fatte vedere dalla squadra nella prima uscita stagionale hanno convinto coach Spiro Leka: «Sono soddisfatto – conferma il tecnico biancazzurro –, l’idea era dare a tutti i giocatori non più di 20-22 minuti, magari qualcuno che ha più gamba anche 25. Il risultato contava zero, abbiamo fatto buone cose in difesa, soprattutto quando eravamo tutti concentrati, dopo di che abbiamo lasciato alcune transizioni a Senigallia. Abbiamo messo solo tre regole difensive, dal canto mio guardavo l’impegno e quanta voglia avevano di passarsi il pallone i miei giocatori: hanno mostrato buone cose, ma c’è da fare, com’è normale che sia. L’importante è che Wiggs capisca in fretta come si gioca qui, lui deve un po’ resettare e capire velocemente che in campo aperto non si deve fermare e a metà campo deve leggere di più: abbiamo tutto il tempo a disposizione, il fisico c’è, come ci sono i cambi di velocità nello stretto, idem il tiro, i fondamentali ci sono. Altro aspetto importante è che abbiamo dato ai nostri giovani la possibilità di sentirsi importanti, giustamente lavorano come gli altri giocatori. Per il resto, va bene, ho visto cose importanti per i quattro-cinque giochi che abbiamo provato. Quando ci si passa il pallone, poi tiri con alcuni metri di vantaggio. Adesso – ha chiuso Leka – continueremo a lavorare con la medesima intensità e lo stesso ritmo, aggiungeremo altre regole difensive e dovremo cercare di trovare meglio il timing in attacco. Arriviamo pronti alla Supercoppa, con l’auspicio che l’infortunio a Beretta sia una cosa da poco, anche perché parliamo di un giocatore che nel nostro roster ci dovrà dare delle soddisfazioni». —
Lorenzo Montanari
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