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Il gap con le altre squadre è aumentato: ora bisogna confidare nel lavoro e nella crescita del gruppo

Paolo Negri
Il gap con le altre squadre è aumentato: ora bisogna confidare nel lavoro e nella crescita del gruppo

Le dirette concorrenti hanno piazzato colpi importanti: Babacar a Lecce  Stepinski al Verona, Okaka all’Udinese, Matri e Romulo al Brescia 

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l’analisi

Il mercato della Spal si è chiuso con un bilancio che non consente di ritenere il definitivo organico biancazzurro all’altezza di quello della precedente stagione, almeno sulla carta.

il bilancio

La considerazione è in rapporto sia ad una valutazione generale, alla luce delle datate partenze di Lazzari e Bonifazi e dell’infortunio di Fares, sia ad un confronto con gli affari realizzati dalle concorrenti, dalle medio-piccole, dalle squadre che al pari della Spal dovranno lottare per conquistare la salvezza. L’analisi tocca sia l’aspetto economico che quello prettamente tecnico-tattico. La cessione del gioiello Lazzari non ha consentito né un introito tale da far chiudere in attivo il bilancio finanziario del mercato, né la possibilità di ingaggiare elementi di spessore tale da pareggiare o elevare la grana complessiva della rosa rispetto a quella della scorsa annata agonistica. Nei giorni scorsi il presidente Walter Mattioli ha affermato che questa Spal è più forte della precedente perchè il club ha speso come mai in passato. In realtà, l’equazione non è così scontata. Sì, è verissimo: dai 12 milioni per il riscatto di Petagna fino a ciò che è stato investito per i riscatti di Valoti e Fares , la Spal ha indubbiamente aperto i cordoni della borsa, e di ciò va dato atto alla proprietà. Ma poi non si sono potuti raggiungere gli obiettivi necessari (un centrale del livello di Bonifazi, l’attaccante gradito a Semplici e necessario per il tipo di gioco del mister) ad alzare il tasso di competitività della squadra in rapporto alle esigenze di un campionato di maggior spessore rispetto al precedente.

paragone con le rivali

Il Lecce ieri ha ingaggiato Babacar (in cima ai desideri di Semplici, col senegalese che ha a lungo rifiutato ogni destinazione proprio perchè disposto ad aspettare pur di venire alla Spal guidata dal suo mentore), dopo Lapadula, Farias, Imbula. Il Verona sempre ieri ha perfezionato l’acquisto di Stepinski dal Chievo. Il mercato di Genoa e Cagliari dispensa commenti. Il Brescia ha preso Balotelli e, in attesa che l’attaccante sconti la squalifica e possa debuttare, ha vinto a Cagliari e messo in difficoltà il Milan, e ieri ha acquistato anche Matri e Romulo. Il Bologna lo abbiamo visto, il Parma è riuscito a riprendersi Inglese e vi ha aggiunto i vari Hernani, Karamoh, Pezzella e financo la ciliegina Darmian. La Fiorentina si è aggiudicata Ribery, Pedro, Pulgar, Badelj, Lirola: facile che adesso, a mercato chiuso, possa risalire dall’ultima piazza che condivide con Spal, Samp, Lecce e Cagliari. L’Udinese ha tenuto De Paul e in extremis ha riaccolto Okaka.

lavoro e serenità

Insomma, chi l’anno scorso ha lottato fino all’ultimo, o quasi, per salvarsi (mentre la Spal era tranquilla da qualche giornata), ed anche le neo-promosse hanno perfezionato un mercato ben superiore a quello dei biancazzurri. Poi, chiaro, dovrà parlare il campo. L’auspicio è che con il lavoro, con la serenità, con la crescita dell’amalgama in seno al gruppo, la mano di mister Semplici riesca ad eliminare o limitare le pecche emerse nelle prime due giornate e valorizzare le cose buone che si sono viste e quelle che si sono intuite, ottimizzando le risorse dei singoli, lo spirito di un collettivo sano e - certo - non sprovvisto di valori. Solo così si potrà annullare quello che in apparenza appare un gap con le rivali. Proviamo a nutrire fiducia. —

Paolo Negri

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