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Emre Can durissimo con la Juve «Fuori senza motivo, scioccante»

Antonio Barillà
Emre Can durissimo con la Juve «Fuori senza motivo, scioccante»

Lo sfogo a ruota libera del calciatore dopo l’esclusione dalla lista Champions «Mi era stato detto e promesso altro. Mi voleva anche il Paris Saint Germain»

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Uno sfogo clamoroso e in fondo prevedibile, riflesso dei problemi di gestione inevitabili nella Juve extralarge: quella dei troppi esuberi rimarcati da Maurizio Sarri e rimasti a carico dopo la chiusura del mercato. Emre Can, tagliato dalla lista Champions insieme con Mario Mandzukic, commenta la scelta con parole durissime, denunciando, dal ritiro della Germania, promesse disattese e modi discutibili: «Mi hanno detto che non ero stato inserito, senza motivo: la conversazione non è durata neanche un minuto, per me è estremamente scioccante».

Il centrocampista racconta d’essere stato informato dell’esclusione soltanto martedì, stesso giorno della consegna degli elenchi all’Uefa, la Juventus nulla virgoletta però confida che il rischio era stato prospettato all’agente, incontrato più volte nelle scorse settimane, e chiarisce che a informare il centrocampista è stato il tecnico. Questo perché a Emre Can viene anche attribuita una dichiarazione secondo cui a parlargli sarebbe stato un membro dello staff. Al di là dell’ambasciatore, restano delusione e rabbia: «È una cosa che mi fa arrabbiare – prosegue -, trarrò le mie conclusioni e parlerò con il club al ritorno dalla nazionale. La scorsa settimana mi è stato detto e promesso qualcos’altro: su di me c’era anche il Paris Saint Germain, ma ho deciso di restare alla Juventus. La condizione però era che io fossi in Champions League. Perché voglio giocarla».

Raramente, in casa bianconera, era capitato di fare i conti con reazioni così forti, ma chi conosce la realtà degli spogliatoi non si stupisce e spiega tutto con le mancate cessioni dei bianconeri ritenuti estranei ai piani e con la poca chiarezza nell’individuazione dei cedibili. Era stato Sarri, per primo, a descrivere «una situazione imbarazzante», paventando il taglio di giocatori «di primissimo livello».

Tweet distensivo

Così, se la meraviglia di Matthjis de Ligt dopo la panchina a Parma nel vernissage del campionato rientra nella logica del turnover d’ogni grande società, stavolta lo scenario è più complesso: Emre Can, strappato al Liverpool un anno fa a parametro zero e indicato come il centrocampista del futuro, si ritrova ai margini dopo essere finito anche sul mercato in seguito ai ripensamenti – legittimi, per carità, ma forse destabilizzanti – su Blaise Matuidi e Sami Khedira, inizialmente indiziati loro di cessione. Essendosi espresso in nazionale, Emre Can non sarà multato, ma è facile immaginare telefoni roventi con richieste di chiarimento con Torino, anche alla luce del tweet pubblicato nel tardo pomeriggio, non di scuse però più distensivo: «Sarò sempre grato alla Juve per come mi hanno supportato e mi sono stati accanto da quando sono parte del club, in particolare quando ero infortunato. Per rispetto della Juventus e dei miei compagni, i cui successi sono sempre stati la mia priorità, non dirò altro e continuerò a lottare in campo».

Potrà farlo solo in campionato, di Europa si riparlerà eventualmente dopo i gironi quando la lista potrà essere riaggiornata, ma chissà se a quel punto il centrocampista vestirà ancora di bianconero. E chissà se cederlo, al di là della plusvalenza, sarà un affare.

Era stato scelto per ringiovanire, non solo impreziosire la mediana, ora evidentemente non è più al centro del progetto nonostante ottime prestazioni, basti solo pensare, a proposito di Champions, alla notte perfetta contro l’Atletico Madrid. Scelte rispettabili, programmazione forse non chiarissima. —



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