Buriani e un’Eccellenza meno... eccellente «Il livello medio è calato, serve pazienza»
L’allenatore: nuovo ciclo all’Argentana, Masi interessante. Copparese, attacco da aspettare. La migliore è il Sant’Agostino
ferrara. Cristiano “Chicco” Buriani è stato giocatore di buonissimo livello, poi allenatore in Eccellenza e Promozione. Lo scorso anno ha occupato per breve tempo la panchina del Massalombarda, poi retrocesso.
l’analisi
A proposito, non prendetelo come un auspicio ma chi lo ha esonerato, finora, è sempre retrocesso. Ma il simpatico “Chicco” è il primo a non voler ironizzare su questa situazione: «Non è giusto parlare delle singole società, specie quando non conosci la situazione a fondo o se ti sei lasc iato male. Diciamo che dovunque si va per lavorare, e si lavora. Poi, a volte, le cose vanno male».
Che ne pensa del campionato di Eccellenza? «Quando, con la Portuense, sono arrivato in buonissima posizione in Eccellenza (2014-15; ndr), sesto posto, al primo arrivò la Sanmaurese, che da allora gioca in D, secondo fu il Ravenna che ora è tornato in C, e terza l'Alfonsione di Salomone dalle trenta marcature. E noi, anche se con diversi giovani, avevamo addirittura diversi ragazzi che avevano giocato tra i professionisti. Andiamo a vedere le squadre di quest'anno: giovani, giovani e ancora giovani, con qualche elemento esperto. Se pochi anni fa gli esperti erano sette od otto, e gli altri erano giovani, ora capita che la proporzione sia diversa, quasi contraria. Il livello medio generale è probabilmente calato; lavorando con i giovani si possono comunque ottenere risultati, ma non necessariamente li ottieni in fretta».
E ciò cosa comporta? «Semplicemente che bisogna aver pazienza, come giocatori, come allenatori e come società. Io credo che non sia tanto una questione di maggiore o minore difficoltà. E poi i ragazzi hanno entusiasmo, danno grande soddisfazione. Solo che bisogna dar loro il tempo per crescere con calma: aspettarsi tutto e subito è il più grande degli errori. Ho visto che molte squadre hanno rinnovato radicalmente le rose. Qualcuno sarà stato costretto, altri lo avranno scelto: ma tutti sanno, o dovrebbero sapere, che lavorare con i giovani significa seguire un percorso potenzialmente lungo e difficile».
obiettivi
Una scelta di questo tipo l'ha fatta l'Argentana: «Forse si è trattato di una situazione che si è venuta a creare. Credo che ad Argenta si sia chiuso un ciclo e che ora stiano ripartendo, magari con qualche scelta che si sarebbe dovuta o voluta fare in altri momenti».
Allarghiamo il discorso. Da osservatore indipendente, cosa pensa delle formazioni ferraresi? È il primo anno che ci sono quattro nostre squadre nello stesso girone di Eccellenza... «Da quanto ho visto, credo che le squadre abbiano lavorato bene. Intanto, il fatto che ce ne siano quattro in Eccellenza significa che hai lavorato bene prima, e credo che in generale i rinforzi che si sono operati sono stai oculati ed intelligenti. Il Sant’Agostino ha lasciato andare uomini importanti, ma ne ha ingaggiati di valore paragonabile, se non superiore, da Marongiu a Raspadori. Credo che i “ramarri” puntino in alto, e che abbiano i giocatori per riuscirci. Anche il Masi Torello Voghiera è interessante».
cosa cambia
E la Copparese? «L'ho vista domenica scorsa. Credo che in difesa e centrocampo abbia uomini ed organizzazione. Per l'attacco serve pazienza: quando passi da Fyda, che se lo lanci in profondità ti risolve quasi tutti i problemi e che addirittura riesce anche a dettare il passaggio, ad un attacco con altri giocatori, con cui devi costruirti le azioni da gol, ti serve la pazienza per aspettare che si riesca a costruirle. Ma ci sono tutte le possibilità».
Una sbirciata in Promozione. Ha allenato entrambe le ferraresi, Casumaro e Mesola, di questo campionato: «In generale vale il discorso fatto per l'Eccellenza, sul livello e sull'impegno delle società. Ma mi fermo qui». —
Alessandro Bassi
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