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È già febbre da Ferrari a Monza Leclerc davanti a tutti nelle libere

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Formula 1. Tre enormi cuori rossi srotolati sulla tribuna del traguardo Circuito veloce e motore nuovo: il Cavallino parte favorito nel Gp d’Italia 

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la vigilia

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Stefano Mancini

monza. Il pubblico di Monza ha srotolato tre enormi cuori rossi sulla tribuna del traguardo. Sono le prove generali per la festa di domani, quando i tifosi invaderanno la pista a fine gara, una fiumana rossa che si estende dalla Prima variante fino al podio sospeso sulla pista. «Lassù si prova un’emozione irripetibile», raccontano i fortunati piloti che ci sono saliti. Sarà festa con qualsiasi risultato, ma stavolta la Ferrari è favorita perché ha un motore nuovo più potente e affidabile e perché il circuito veloce con poche curve è l’ideale per le caratteristiche della SF90. Gli indizi concordano: nelle libere Leclerc ha preceduto la Mercedes di Hamilton di 68 millesimi e il compagno di squadra Vettel di due decimi.

Italia, Ferrari, automobili: la Motor Valley nazionale recupera posizioni sulla scia dei risultati del Cavallino. Monza ospiterà il Gran premio d’Italia di Formula 1 per altri cinque anni, mentre la Germania ha perso Hockenheim. Per questa edizione del novantennale sono attese quasi 50 mila persone per le qualifiche di oggi (il via alle 15) e oltre 90 mila per la gara, sui livelli record del 2017.

Non solo: per la prima volta dal 2011 si rivede al via un pilota italiano dopo il ritiro di Jarno Trulli e Tonio Liuzzi: è Antonio Giovinazzi al volante della Sauber che ha riportato in Formula 1 il marchio Alfa Romeo, ultimo lascito di Sergio Marchionne. Come il compagno di squadra Kimi Raikkonen, Giovinazzi in questo fine settimana indossa una tuta Sparco con livrea Monza Edition con elementi del Tricolore.

Gomme e freni sono altri marchi italiani simbolo della F1: giovedì, sul circuito francese di Le Castellet saranno provate le gomme da 18 pollici che verranno introdotte nel 2021. Le produce la Pirelli, che sarà fornitore unico fino al 2023. Ferrari e altri sei team montano freni Brembo. Se la F1 adotterà sistemi frenanti uguali per tutte le macchine, allora l’azienda italiana, che ha vinto la gara di appalto, diventerà anche lei fornitrice unica.

Dalle aziende ai cervelli. Aldo Costa è l’ingegnere più rimpianto dalla Ferrari. Cacciato nel 2011 per gli scarsi risultati che seguirono il periodo d’oro di Michael Schumacher, si è poi accasato in Mercedes come direttore della progettazione e dello sviluppo. Dal 2014 ha ricominciato a vincere. Ora si è stufato e ha deciso di tornare a casa. Ieri l’annuncio che dal 1° gennaio lavorerà in Italia, ma non a Maranello: sarà responsabile tecnico della Dallara, e potrà divertirsi con vetture sportive di ogni genere. Sì, perché in questa fabbrica che è leader mondiale nella produzione di vetture da corsa, oltre ai telai della Haas F1, vengono realizzati quelli della F2, della Formula E, della Indycar e di altre serie minori. Qualcosa che assomiglia a un parco giochi per ingegneri. —

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