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Boato di gioia al traguardo Subito coriandoli e bandiere e scatta l’invasione di pista

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MONZA. È stato il gran premio della fiducia, della «resistenza» rosso Ferrari, fatto della passione che anima il sogno, quello che ha richiamato ieri migliaia di tifosi accorsi all’Autodromo di Monza, storditi di gioia nell’acclamare sotto il podio uno strepitoso Charles Leclerc.

La marea di tifosi che alle prime luci dell’alba era in fila per accedere al circuito, quando la «rossa» del giovanissimo campione ha tagliato il traguardo e la sua voce rotta dalla commozione in diretta dai box è risuonata in filodiffusione, è esplosa in un boato di gioia che non si è più arrestato. Una volta fatto capolino sul podio Leclerc, accanto a Bottas e al suo compagno di scuderia Hamilton, la folla è impazzita. Coriandoli tricolore, il suo nome ripetuto in coro da migliaia di persone, seguito dalle enormi bandiere con il cavallino rampante srotolate sull’asfalto ancora caldo e applausi, hanno invaso la pista di Monza che attendeva come non mai di poter vivere un momento così.

Nei paddock, rispetto al passato, meno numerosi i rappresentanti delle istituzioni e i vip che hanno scelto di essere presenti. Alla premiazione hanno preso parte un entusiasta neo ministro allo Sport Vincenzo Spadafora, alla sua prima uscita ufficiale («Vittoria che inorgoglisce gli italiani.») e il governatore lombardo Attilio Fontana, unici politici presenti. Cristiano Biraghi (Inter), Fabio Borini (Milan) e Alessandro Del Piero i calciatori che hanno assistito alla corsa, mentre nelle varie ospitality hanno fatto capolino il rapper Sfera Ebbasta, lo chef televisivo Alessandro Borghese, l’attrice Matilde Gioli, Lodo Guenzi, frontman del gruppo Lo Stato Sociale, e il sempre presente Lapo Elkann. —

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